01/03/2010
stop al traffico: cambio redditizio?
13:35
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26/10/2009
Al cimitero il 2 novembre? Vacci in auto
Al cimitero di Piacenza per il giorno dei defunti o delle festività di inizio novembre è meglio andarci in auto. Almeno secondo le indicazioni del Comune di Piacenza e della stessa Tempi che, sui loro siti internet, non hanno alla data odierna ancora alcuna indicazione relativamente al potenziamento delle corse degli autobus per questi giorni.
Il sito del Comune di Piacenza rimanda infatti a un avviso di sabato 1 e domenica 2 novembre 2008, ma ancora meglio fa l'azienda di trasporti pubblici Tempi, che sul suo sito pubblica dettagliatamente tutte le informazioni e gli orari per il potenziamento delle linee urbane in occasione delle ricorrenze dei Defunti nella giornata di mercoledì 1° novembre 2006...
es marcoccia
08:10
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06/08/2009
Anche Fiordaliso profeta "fuori" patria
Non vorrà "mica la luna" ma forse un po' più di considerazione dai suoi piacentini forse sì. Fiordaliso, cantante di musica leggera le cui canzoni possono piacere oppure no, in effetti un po' più di attenzione dalla città in cui è nata forse la meriterebbe davvero. Anche perché dispiace vedere che vada a celebrare, sabato prossimo 8 agosto, i suoi trent'anni di carriera con un mega-concerto a Sarnico, così come almeno dicono quelli dell'Eco di Bergamo che le hanno dedicato la copertina (e tutta la terza pagina) del loro grande inserto settimanale.
pcnews
08:09
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21/07/2009
Cincotti, il piacentino che Piacenza ignora
"L'uomo più sexy del mondo" (almeno così come l'ha definito "People", l'autorevole rivista americana di gossip) è piacentino. E anche un ottimo musicista, tra i migliori al mondo quando si parla di jazz pop, eppure Piacenza non se lo fila neppure di striscio. Peter Cincotti, 26 anni, stella della musica Usa, nei giorni scorsi era a Milano per un concerto e Piacenza l'ha ignorato. Neppure un invito.
Eppure lui continua a parlare con orgoglio della "sua" Piacenza, dove si trovano le sue radici alle quali è molto legato. In un'intervista rilasciata a Repubblica, la prima cosa che ha voluto dire parlando di sé e della sua famiglia è infatti stato che sua nonna era di Piacenza. Ancor prima di citare il nonno napoletano ha voluto ricordare quella sua nonna che gli preparava a natale gli "anvein" in brodo e che a tre anni gli regalò un pianoforte.
Ma Piacenza continua a ignorarlo. Nel luglio dello scorso anno "pcnews - Piacenza" aveva proposto di invitare Cincotti a Piacenza, magari per conferirgli la cittadinanza onoraria. Non se ne è fatto nulla. Da Comune e Provincia neppure un cenno e anche stavolta che è arrivato per la terza volta a poco più di 70 km da Piacenza, silenzio.
Ancora una brutta figura oltre che un peccato sciupare un'occasione così. Ma forse Cincotti è ancora troppo giovane per una città che sembra saper guardare solo all'istituzionale di facciata, dimenticando la cultura e l'arte più vicina alla gente ma disperdendosi invece in polemiche politiche o in convegni tanto per conquistare un po' di foto sui giornali.
Piacenza è forse oggi troppo "vecchia" per poter pensare (e provare a) essere moderna.
p c marcoccia
16:02
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19/07/2009
Ponderosa, e il country dove è finito?
Con la loro bella "Festa country", quelli del maneggio Ponderosa di Puglia di Calendasco sfidano il caldo, i temporali e le zanzare e vincono la battaglia. Venerdì, poi, hanno sfidato pure i "venerdì piacentini", ma a vedere il loro "rodeo" serale sono arrivate ugualmente parecchie persone. Merito anche di una cucina diversa dalle solite sagre di paese, che ha proposto, tra l'altro, buona carne alla brace e un "tex pork" decisamente saporito.
Proprio venerdì c'è però stata una spiacevole sopresa: nel programma della festa si annunciava infatti "musica country live", ma in serata c'era solo una cantante senza orchestra e con basi preregistrate che cantava pop italiano e inglese. Peccato. Peccato per gli appassionati di country che sono rimasti fregati e peccato per gli organizzatori. Perché le "promesse" vanno mantenute.
p c marcoccia
11:46
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21/05/2009
Sportelli postali scollegati: chi paga?
Caos oggi (giovedì 21 maggio 2009) negli uffici postali di Piacenza. Gli sportelli sono infatti rimasti bloccati a lungo proprio all'orario di chiusura di molti uffici che fanno l'orario di mezza giornata. La colpa, secondo quanto spiegato dagli stessi operatori degli sportelli, sarebbe di un problema telematico che ha interessato una vasta area. Nei guai anche molti sportelli bancari.
Proteste e disperazione di molti utenti, soprattutto da parte di coloro che avevano pagamenti in scadenza da effettuare.
Ma a questo punto, chi risponderà di eventuali danni o sanzioni dovuti a ritardati pagamenti? Gli utenti sono incolpevoli ma forse non si troverà mai un responsabile. Almeno speriamo venga riconosciuta la causa di forza maggiore e non scattino ingiuste penali o sovrattasse...
pcnews
13:55
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18/05/2009
Campionato Italiano del Salame, dov'è Piacenza?
Per chi non lo sapesse, entra nel vivo il Campionato italiano dei salami. E, sempre per chi non fosse appassionato di salumi, si tratta della quarta edizione. Il prossimo mese di giugno ci sarà la finale a Brescia mentre in questi giorni sono stati scelti i semifinalisti. E' da febbraio che, in ristoranti e scuole alberghiere, si sono svolte le preselezioni per individuare i prodotti che si contenderanno nelle semifinali i 20 posti della finalissima. I primi giudici sono i clienti dei ristoranti e i ragazzi delle scuole alberghiere, preparati dagli esperti dell’Accademia delle 5T che organizza il Campionato. Alle semifinali la giuria è invece formata da addetti ai lavori.
"In base al regolamento - come spiegano gli organizzatori - possono partecipare solo salami naturali: buoni, genuini, coerenti con la tradizione storica del territorio di origine, e dei quali si conoscono la lista completa degli ingredienti, la tracciabilità delle carni ed eventuali certificazioni. Esclusivamente, quindi: salumi crudi, preparati artigianalmente con carni magre o grasse, macinate o tagliate a coltello e insaccate in budello o vescica naturali. Sono ammesse spezie, erbe, aromi e condimenti naturali previsti nelle ricette storiche del territorio o in ricette innovative del produttore. Sono invece esclusi dal concorso i salami contenenti addittivi chimici, fatta eccezione per nitrati (in dosi nettamente inferiori ai limiti di legge), eredi di quel “salnitro” usato anche dai vecchi contadini. Sono vietati inoltre ingredienti quali: derivati del latte e zuccheri, pur naturali, utilizzati per alterare i tempi della stagionatura, accelerare le fermentazioni o trattenere acqua.".
Importante o no che sia questo Campionato, dispiace osservare che nel folto gruppo dei semifinalisti manchi il Salame Dop piacentino. Ci sono "concorrenti" di tutta Italia, ma il nostro (ottimo) salame piacentino no. Peccato.
Ecco comunque, per curiosità: l’elenco dei prodotti ammessi finora alle semifinali:
Trentino
Luganega trentina della Macelleria Cis Massimo di Bezzecca (TN)
la Ciuìga dell’azienda agricola Bronzini di Bleggio Superiore (TN)
la Mortandela affumicata della Val di Non, della Macelleria Dal Massimo Goloso di Coredo (TN)
Calabria
la Soppressata di Santa Barbara-Palmieri di Casabona (KR)
la Soppressata di maiale nero e la Salsiccia mediamente piccante di maiale nero di LeaderCoop di Torre Melissa (KR)
Liguria
il Salame ricetta antica di Parodi Sant’Olcese (GE)
la Mortadella Castelnuovese e il Brodo di Giuggiole di Elena e Mirko di Castelnuovo Magra (SP)
Il Salame Tre Valli di Anidagri s.r.l. di Borzonasca (GE)
il Salame “du Quintino” di Prato Giampiero di né (GE)
Veneto
Il Salame naturale di Bazza di Terrassa Padovana (PD)
il Salame contadino di Eustacchio di Dosson di Casier (TV)
il Salame tipico Padano di Vascon a Megliadino S: Vitale (PD)
la Soppressa Luna Calante e il Salame di De Stefani di Guia di Valdobbiadene (TV)
La Soppressa nostrana con filetto e il Salame della Macelleria Corrado Ragazzo di Mogliano Veneto (TV)
Marche
La Soppressata e il Salame Lardellato dell’Antica Salumeria Bilei, di Fabriano (Ancona)
il Ciauscolo al finocchio, il Ciauscolo al fegato e il Ciauscolo allo scorzone dell’azienda Calabrò Carni, di Visso (Macerata);
il Ciauscolo e il Fegatello di Passamonti Clotilde, di Fermo (Ascoli Piceno).
Lombardia
il Salame di baruffini Sergio di Erba (CO)
il Salame del Berlinghetto di Bellini Mario,Luciano e Gabriele di Berlingo (BS)
il Salame nostrano Bagosso, di Paolo Market di Ponte Caffaro (BS)
il Salame gentile della Bottega del Trenta di Vignate (MI)
Toscana
il Salame di cinta e il Salame toscano dell’Az. Agr. Praticano di Castelfranco di Sopra (AR)
Friuli
la Pitina di capra, la Pitina di camoscio, la Pitina di muflone, di cervo e di cinghiale della macelleria Polesel, storico produttore di Maniago (PN).
Piemonte
il Salam patata di Silvio Merlo a S. Benigno Canavese (TO)
Basilicata
La Soppressata, la Salsiccia piccante e la Salsiccia dolce de Il Parco delle Bontà, di Caggiano Summo di Forenza (PZ)
Emilia-romagna
Il Salame di Mora Romagnola e il Salame felino di Ronchei di Sala Baganza (PR)
pcnews
09:40
Scritto da : pcnews
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05/05/2009
Ponte sul Po crollato o festa della frittata con le cipolle?
Ecco infatti come, a sei giorni dal cedimento, ancora si segnala in più punti a chi entra a Piacenza che il ponte è chiuso: un cartellone di cartone con un cerchio rosso disegnato con la bomboletta spray e la scritta con il pennarello (poco visibile e tracciata male) "Attenzione Ponte sul Po chiuso"-
Neanche per la festa della frittata con la cipolla vengono usate segnalazioni così improvvisate...
Per la cronaca: il nastro adesivo giallo che contorna il tabellone è dei "Giochi preziosi".
pcm
20:48
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04/05/2009
Quando il poliziotto "scopre" la fuga da scuola
Tarda mattinata di lunedì 4 maggio, al campo giochi di via Giarelli (vicino ai giardini Margherita, a Piacenza) due agenti della polizia di quartiere si avvicinano a due ragazzine dai lineamenti asiatici. Sono giovanissime e hanno meno di 14 anni. A quell'ora dovrebbero essere a scuola e non sedute sullo scivolo del campo giochi a parlare tra loro ed a giocare con i telefonini. Tutto fa pensare che abbiano voluto "fugare" da scuola, allungando di un giorno il loro "ponte" del Primo maggio. Per non pensare il peggio, e cioé che, forse da poco arrivate in Italia, la scuola non l'abbiano mai vista...
"Che cosa fate qui? Non dovreste essere a scuola?" chiede con gentilezza un'agente, utilizzando tutto il proprio senso materno. Non abbiamo sentito la risposta delle bambine (che ci è parsa comunque distratta, visto che hanno continuato a giocare con i telefonini...) e nemmeno come sono proseguiti il discorso e l'azione delle due agenti. Ma ci piace semplicemente segnalare questo (forse) banale intervento di una polizia di quartiere così vicina alla gente e presente sulla strada.
p.c. marcoccia
27/04/2009
Tortelli piacentini, la sacralità del nome
Ma perché devono chiamare "caramelle" i tortelli piacentini?
Mamma mia, che brutta sensazione vedere, al banco del pane e della pasta dell'Esselunga di Piacenza, quel cartellino "caramelle di magro" infilato sopra un bel vassoio di genuini tortelli fatti a mano con il loro ripieno di ricotta e spinaci.
A Piacenza no. No, non si può proprio: a Piacenza si chiamano "tortelli con la coda". E' un nome tradizionale, intoccabile. Sarebbe come se a Milano chiamassero il Panettone "pane con l'uvetta" o a Cremona il torrone "pressata di miele e albume d'uovo". E così via per tutti quei prodotti che hanno un nome legato al proprio territorio.
La gastronomia è sacralità degli ingredienti, dei sapori, della cucina. E anche il nome è altrettanto sacro. Come lo sono le code che vanno fatte a mano con precisi movimenti, affinché possano restare chiuse fino al loro arrivo nel piatto ma, dopo la cottura, non siano nemmeno troppo dure.
Sentirci offrire, intorno a mezzogiorno, un piatto di "caramelle" di magro" potrebbe anche farci passare l'appetito...
pcnews
15:00
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24/04/2009
Un colpo di spazzola sul 25 aprile
Le polemiche sui negozi aperti il 25 aprile, che a Piacenza hanno trovato fin troppo fiato, in qualche altra parte d'Italia sono morte sul nascere, sotto un colpo di spazzola e uno di pettine. Parrucchieri, cresimandi e sindaco hanno trovato il modo di scardinare il "sacro" divieto di abbinare attività commerciali al giorno della celebrazione della Liberazione.
A Cassano Magnago, infatti, sulle cerimonie del 25 aprile ha prevalso il "sabato del parrucchiere". Il sindaco leghista del paese in provincia di Varese, Aldo Morniroli, ha accolto le richieste dei parrucchieri che chiedevano la revoca dell'obbligo di chiusura festiva. Motivazione? "Ci sono le cresime e le prime comunioni e i genitori vogliono partecipare alle cerimonie eleganti e ben pettinati". Così, per evitare scomodi "fai da te" (si veda la foto...) il Comune ha dato il via libera.
Non solo: per ragioni di equità e in perfetto stile "italiano" si è poi deciso di lasciare a tutti i commercianti la possibilità di tenere aperto il loro negozio. Si sa mai che all'ultimo momento, oltre alla messa in piega, ai cassano-magnaghesi possa infatti servire qualcosa d'altro...
pcnews
12:54
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15/04/2009
San Damiano, in centinaia per guardare le Frecce
E lo spettacolo non ha deluso: più di mezzora di evoluzioni, in gruppo e del solista, con anche frequenti passaggi a bassa quota proprio sopra il pubblico della "collinetta". Tra questi veri esperti di aerei ma anche tante famiglie e mamme che hanno portato i loro bambini a vedere questo spettacolo. Un bello spettacolo gratuito. Il che, di questi tempi, è ancora più gradito.
pcnews
12:20
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02/04/2009
Benvenuto al blog dei tifosi del Fiorenzuola
"Sono passati sette anni dalla rinascita del tifo organizzato a Fiorenzuola. Sette anni senza l’aiuto economico di nessuno; sette anni senza mancare a una trasferta; sette anni senza un Daspo; sette anni con un unico e comune intento: seguire e sostenere nel bene e nel male il Magico Fiore; sette anni con le multe che si contano sulle dita di una mano; sette anni senza fare politica perché allo stadio, da noi, l’unico e vero partito è quello del Magico Fiore, sette anni di risate, di divertimento, di bei ricordi, di storie da raccontare".
E' con le parole degli stessi "veri" tifosi del Fiorenzuola calcio che si può riassumere l'impegno che in questi anni li ha accompagnati e guidati al seguito della loro squadra. Un impegno che ora ha portato anche alla realizzazione di un sito-blog (http://www.ultrasfiorenzuola.blogspot.com) dedicato proprio al Fiorenzuola calcio.
Un sito ben fatto e veramente ricco di informazioni e immagini fotografiche che raccontano con abbondanza di particolari la storia della squadra e della società sportiva. Gli autori dicono di aver voluto realizzare il sito-blog "per raccogliere le nostre foto e i nostri ricordi" e "per integrare" un forum già attivo, ma hanno fatto di più: loro stessi hanno costruito un capitolo concreto di quella storia del Fiorenzuola che amano ricordare e raccontare.
"Un saluto - scriviamo usando le loro parole - e Forza Fiore! Sabato tutti al Comunale!".
pier carlo marcoccia
10:57
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29/03/2009
Le Frecce tricolori voleranno nel cielo di Piacenza
Salvo cambiamenti di programma dell'ultimo momento, il prossimo 15 aprile le Frecce Tricolori voleranno nel cielo della provincia di Piacenza. A metà della mattinata del 15 (all'incirca verso le 10), la celebre pattuglia acrobatica ha infatti in programma un'esercitazione con riferimento l'aeroporto militare di San Damiano. Trattandosi di un'esercitazione, la base non sarà ovviamente aperta al pubblico, ma nulla impedirà agli appassionati delle "Frecce" e degli aerei in genere di stare con il naso all'insù a godersi qualche spezzone di prove e di spettacolo.
p.c. marcoccia
15:49
Scritto da : pcnews
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27/03/2009
Coccodrilli piacentini a Nizza
Da oggi, venerdì 27 marzo, i "Coccodrilli" piacentini saranno protagonisti al Collège Port Lympia di Nizza con il progetto artistico "Imago.02".
Il gruppo piacentino Coccodrilli deriva dal quasi omonimo gruppo dei "Coccodrilli a Manovella", laboratorio creato qualche anno fa da cinque giovani artisti che hanno trasformato la passione per la cultura e per l’arte in una professione creativa e di ricerca.
Ora, fino al 29 maggio, al Collège Port Lympia saranno di scena Isabella Genovese, Francesca Manetta e Claudia Valla con un progetto che si sviluppa sul tema della metamorfosi. "È proprio - dicono le tre artiste - il cambiamento, l’essere in divenire, l’oggetto della nostra indagine, in un’ottica in cui trasformarsi vuol dire crescere, diventare se stessi, appropriarsi, appunto, della propria immagine". Imago.02, che segue un analogo progetto (Imago 1), "si propone di affrontare il tema del cambiamento e dei rapporti di trasformazione partendo dall’albero genealogico e dalle sue rappresentazioni".
"In Imago.02 - viene spiegato - la propria storia familiare è il terreno su cui misurarsi e con il quale confrontarsi. L’albero genealogico diventa un percorso a tappe che approda alla costruzione dell’identità personale attraverso un’educazione sentimentale che si evolve nel tempo di generazione in generazione. Ci mettiamo di fronte alla nostra storia familiare per metterci di fronte a noi stessi, come davanti ad uno specchio. Guardando dalla giusta distanza il disegno che si compone, troviamo il modo di costruire e riconoscere la nostra Imago".
L’installazione riprende la struttura di un vero e proprio albero genealogico che parte da un ipotetico IO – in cui ogni spettatore può identificarsi – e si dirama seguendo il classico ordine cronologico.
pcnews
10:40
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25/03/2009
Un piacentino il migliore al Fantacalcio
Un fantallenatore piacentino, Luca Miotti, ha vinto domenica con la sua squadra "Rebeldes" il seguitissimo Fantacalcio di Repubblica. La sua squadra si è imposta grazie a tre gol delle "riserve" Fabio Caserta (Lecce) e Luciano (Chievo). Il fantallenatore Miotti ha totalizzato 97,5 punti, portandosi a casa come premio un televisore Lcd in palio per il top team del turno. Miotti ha "messo a segno" ben sette reti su azione e due rigori.
Il Fantacalcio - come spiega l'enciclopedia on-line Wikipedia - è il più popolare gioco di fantasia sul calcio, consistente nell'organizzare e gestire squadre virtuali formate da calciatori reali, scelti fra quelli che giocano il torneo cui il gioco si riferisce (Serie A, UEFA Champions League, Mondiale, Europeo). Fu inventato da Riccardo Albini che, ispirandosi a un passatempo americano molto simile (Fantasy baseball) lo pubblicò per la prima volta in Italia nel 1990 (edizioni Studio Vit). Alla stesura della versione definitiva del regolamento contribuirono anche Alberto Rossetti, Paolo Cupola, Diego Antonelli e Marco Moscato.
pcm
00:40
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23/03/2009
Un Gutturnio di Carpaneto tra i più "eleganti" d'Italia
Il vino può essere anche arte. Arte da premio. L'etichetta di un vino piacentino ha infatti ottenuto un rionoscimento al Vinitaly. E' quella del Gutturnio Frizzante Doc 2007 prodotto dall'Azienda agricola La Ciocca di Carpaneto (Piacenza) e l'ideazione grafica dell'etichetta è delle Grafiche Errebì di San Secondo (Parma).
L'etichetta del Gutturnio La Ciocca ha vinto il premio "Etichetta d'argento" nella categoria riservata ai vini frizzanti Doc. Nella sua categoria è stata preceduta dal Lambrusco di Sorbara dei Vini Donelli di Gattatico.
In totale i riconoscimenti assegnati sono stati trenta, su un panorama di 224 bottiglie in competizione in rappresentanza di nove Paesi. Il "vino più elegante del mondo" (secondo la giuria formata dalla giornalista di design Gilda Bojardi, dai designer Paolo Favaretto e Lorenzo Lombardi, dai giornalisti Pino Khail e Annibale Toffolo, dall'enologo Giuseppe Martelli, dagli art-director Dario Rossi e Lapo Sagramoso) è risultato il Cabernet Sauvignon Napa Valley, prodotto in California dalla cantina Bucella Wines.
pier carlo marcoccia
00:20
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21/03/2009
"Sul bus gli stranieri non pagano. E nessuno fa niente"
Un autista di autobus che si firma ma ci ha chiesto di rimanere anonimo ha scritto a Pcnews, per segnalare un problema già peraltro evidenziato da molti altri piacentini: quello degli stranieri che usano gli autobus ma non pagano il biglietto. E non solo: anche il fatto che, a quanto pare, la fanno sempre franca. Ecco il suo contributo:
Salve,mi scuso inanzitutto se non mi presento con nome e cognome ma, all'interno dell'azienda in cui opero, questo argomento non è propriamente ..gradito e quindi preferirei mantenere l'anonimato.
Sono una autista di bus, lavoro quindi per Tempi Spa e vorrei parlarle di un argomento che continua a persistere. Parlo degli extra-comunitari e di come usufruiscono dei servizi di trasporti. Per farla breve, nella mia pur non lunga esperienza la stragrande maggioranza NON PAGA IL BIGLIETTO e, a quanto sento dai colleghi più anziani, è LA REGOLA.
A meno che Tempi abbia fatto una straordinaria (e riuscitissima..) campagna abbonamenti, la stragrande maggioranza delle persone extracomunitarie che vedo salire sui bus su cui presto servizio non timbra mai un biglietto.
Due cose da chiarire subito: l'autista (come anche fattomi notare da uno di loro stranieri) non può chiedere l'esibizione del titolo di viaggio (e lo sanno tutti benissimo). A parte gli anziani, che con la recente disposizione non pagano, gli "altri" (a questo punto i Piacentini..) nella grande maggioranza sia che siano giovani o meno lo pagano.
Risultato: nelle pochissime volte che ho visto multare qualcuno nei rarissimi controlli che vedo fare da chi preposto, cadono sempre o studenti o persone che per la fretta o la mancanza di un luogo dove acquistare il biglietto, vengono sanzionati. Ma per gli "altri" niente. C'è come una legge "non scritta" che per paura di ritorsioni (o come pensano molti per non "perdere tempo") agli stranieri non viene chiesto niente...
In Azienda il problema e' straconosciuto ma, come per il "cornuto", tutti lo sanno ma nessuno ha voglia di parlarne. Anzi, chi lo ha fatto è stato tacciato di intolleranza (e questa francamente e' la presa per il culo piu' grossa...).
Quindi, non so se Tempi consideri un optional il costo del biglietto (avendo altri tipi di sovvenzioni), ma il consiglio che vorrei dare è di avvisare anche i residenti (i PIACENTINI) di attenersi alle regole di "integrazione" e quindi di evitare di buttare soldi nei bus.
P.S: se non ci credete, fate un bel giro, specie sulle linee esterne o nelle frazioni, ma anche quelle "cittadine FERIALI" vanno benissimo...
00:10
Scritto da : pcnews
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19/03/2009
Ti amo, cara Pescotta. E te lo dico sull'asfalto a Piacenza
Cara Pescotta, chissà che emozione deve essere stata vedere il tuo nome e una dichiarazione d'amore scritti all'uscita del tuo garage. Una dichiarazione d'amore ("Buon giorno Pescotta, ti amo all'infinito. By your Bambi 4ever" - vedi foto) scritta con lo spray rosso.
Una dichiarazione d'amore rosso sangue tracciata da un writer un po' più rispettoso (o un po' meno vandalo, dipende dai punti di vista). Come tela per il suo "quadro" d'amore ha infatti scelto l'asfalto di via Giarelli, una piccola strada tra i Giardini Margherita e viale Sant'Ambrogio a Piacenza. Quasi un t'amo scritto sulla sabbia come una canzone di quarant'anni fa ("Ho scritto t'amo sulla sabbia" fu un tormentone-successo di tali Franco IV e Franco I), perché pioggia, spazzatrici e auto cancelleranno presto questa scritta. Ma non, spera Bambi, certo l'amore per la sua Pescotta,
pier carlo marcoccia
15/03/2009
Pane a un euro: "A Piacenza tre panifici hanno già chiuso ed altri due lo faranno entro la fine dell'anno"
Ancora un intervento sul tema "pane a un euro al kg", un tema che si dimostra sentito. Sentito da entrambe le parti: ecco infatti la voce di chi il pane lo produce o, almeno, sta con i panificatori. E' il contributo di Andrea da Piacenza, che ci informa anche che la crisi sta pesantemente segnando il settore dei panificatori: A Piacenza, città di 100mila abitanti - dice - si è dovuta registrare "la chiusura di 3 panifici e prima della fine dell'anno altri 2 chiuderanno con effetti sull'indotto".
Va peraltro osservato che il significato della campagna nazionale "Pane a un euro" non è stata concepita (almeno secondo quelle che sono state le indicazioni degli organizzatori) come una guerra specifica contro i panificatori ma come una reazione verso l'intero sistema commerciale che fa lievitare i prezzi (di tutti i prodotti) spesso in modo esponenziale. E i panificatori, loro malgrado ci sono - come si dice - "finiti in mezzo". Discorso forse diverso per la Grande distribuzione che addirittura vende il pane a prezzi talvolta inferiori all'euro.
Ecco comunque le informazioni e le considerazioni di Andrea da Piacenza:
Capisco che non sono "politicamente corretto" ma sinceramente il pane a 1Kg serve come prodotto civetta poichè esiste una "tradizione" e una memoria storica del pane, l'iniziativa è utile per fare in modo che la gente vada giornalmente al supermercato, poi la si invoglia a spendere in altri prodotti.
Il pane è nell'immaginario collettivo un legame con le nostre origini, un contenuto di valori e di ricordi e mi dispiace che non si informi che a Piacenza questo a portato alla chiusura di 3 panifici e prima della fine dell'anno altri 2 chiuderanno con effetti sull'indotto, sulla qualità della vita e sui rapporti interpersonali.
Capisco che la grande distribuzione sfruttando delle logiche commerciali possa usufruire di economie di scala e forte del suo potere contrattuale imporre i suoi prezzi, non dimentichiamo che questo porterà ad un effetto "ciambella" con i centri delle città che si svuoteranno, una perdita di valore degli immobili e una distribuzione della ricchezza che porterà al formarsi di oligopoli e alla sparizione della borghesia che nel corso dei secoli ha portato a una distribuzione maggiore della ricchezza.
Rileggendo i post precedenti mi sono ricordato di quella storiella di quello che andava al mercato e pensava compro una gallina, questa mi fa le uova, nascono i pulcini e ho un allevamento, mi compro un paese ......(peccato che l'economia è un pò piu complicata)
Tutti fanno il conto del prezzo del pane partendo dalla farina (0,36 € al Kg) si aggiunge l'acqua, lievito, si cuoce e è tutto guadagno.......provate a fare dei calcoli al contrario.
Quanto pane produce un panificio? Se comprate 18 panini, questi sono un 1 Kg quindi 100 Kg di pane sono 1800 panini, facciamo che siano 600 persone che comprano questo pane .....incredibile chissà quanto abbiamo guadagnato?. Lo stipendio di un dipendente lordo sono 75 € al giorno, l'affitto incide 45 € e la spesa per luce, acqua e gas circa 50 € al giorno e le materie prime ....a 30 € quindi siamo già a 200 € di spese ....dei nostri 100 Kg abbiamo incassato 370€ incredibile ci rimangono 170 € peccato che debba affrontare altri costi (commercialista,autorizzazioni,licenze,macchinari, rotture, manutenzioni) e poi le tasse.......quindi dei 170 cosa c'è rimasto? Peccato se lavorano moglie e marito se calcoliamo 2 stipendi 140 €.............e pensare che il prezzo è 3,7 € è realistico 1€ al kg..............sorpresa l'auchan produce 500 Kg al giorno ..........secondo voi non è un operazione commerciale???
P.S il nostro ipotetico panificio quando apre ha costi fissi per 300 € auguriamoci che i 60 € entrino perchè abbiamo una perdita (che non piova, nevichi, Rifondazione non regali il pane per 1 giorno); però hanno ragione se prendo 8 cinesi e li pago 10 € al giorno chissa cosa guadagno?............e il dipendente licenziato cosa va a fare ......"ma è vero questo è un paese capitalista che pensa solo al denaro?" guarda quanto guadagna un dipendente 1200 € al mese ......un cinese si accontenta di 10 €!!!
Andrea (Piacenza)
12:56
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11/03/2009
Pane a un euro, un contributo da Bologna
Da Gianni Zappoli e dal Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana arriva un contributo sul "pane a un euro":
Viviamo in un mondo capovolto. Un mondo il cui problema non è il cibo, che è prodotto in sovrabbondanza, ma dell’accesso al cibo. Il rincaro dei prezzi sta mettendo in ginocchio i bilanci delle famiglie italiane, soprattutto quando si avvicina la fine del mese, ma non solo. Il continuo aumento del costo della vita pone gli anziani tra le categorie più a rischio. Pensionati che si aggirano tra i banconi dei supermercati tentando di rubare cose che non possono più permettersi, per alcuni commercianti , sono ormai all’ordine del giorno.
A questo punto, è possibile intravvedere una soluzione? A quanto pare sembra proprio di sì. Si tratta del pane venduto al prezzo di un euro al chilo. Questa iniziativa è stata portata al successo grazie all’attività del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, con la collaborazione della Emi (Editrice Missionaria Italiana), Coop Adriatica, Spi Cgil e il patrocinio di Pianoro, un piccolo comune del Bolognese, in cui questa iniziativa è nata nel 2005. Un nuovo progetto di solidarietà orientato a rappresentare un esempio, una piccola soluzione che certo non risolve il problema , ma che orientandosi in questa direzione, può aprire la strada ad altre iniziative nel tentativo di riduzione dei prezzi. Un’iniziativa piccola sì, ma non irrilevante se si pensa che in una famiglia media di 4 persone, il consumo di pane all’anno arriva a pesare quanto uno stipendio.
Apprezzato da una vasta utenza di consumatori, questo progetto si diffonde: nell’Aprile del 2008 anche la provincia di Milano aderisce al progetto con un accordo sottoscritto assieme a Cooplombardia e Conad Centro Nord. A partire dal 2 maggio fino al prossimo autunno, metteranno in vendita nei loro supermercati il pane di tipo “0” a un euro al chilo. La provincia di Milano provvederà inoltre a favorire la massima informazione ai cittadini con una campagna di educazione al consumo del pane.
Un’altra intesa in questa direzione è stata siglata sempre nel 2008 tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni delle cooperative Ancd (Associazione nazionale cooperative tra dettaglianti) e Accda (Associazione cooperative di consumatori del distretto adriatico) e in particolare con Nordiconad, Conad Centro Nord, Commercianti indipendenti associati, Coop Nordest, Coop Estense, Coop Adriatica, Coop Reno e Coop Eridana. Come ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio Guido Pasi, “non è un’iniziativa chiusa ma ancora aperta”, anche perché il pane a un euro al chilo vuole essere solo un primo passo per poi arrivare “ad individuare altri prodotti da proporre a prezzo calmierato sulla base di accordi come questo” ha aggiunto l’assessore.
Elemento imprescindibile per la realizzazione e diffusione di questa importante iniziativa è stata proprio la possibilità di avere un pane “sano e di qualità” a tale prezzo, assicurano i rappresentanti delle cooperative.
Vengono quindi respinte al mittente le accuse mosse dai panificatori artigiani, in particolare da Bologna, che il pane a un euro al chilo sia ad un prezzo “civetta”, perché lo “sconto” verrebbe recuperato rincarando altri tipi di pagnotte: “Ci restano margini di guadagno anche a un euro al chilo seppur risicati” assicurano Coop e Conad. Soprattutto non è vero che si tratti di prodotti di bassa qualità : “ il pane viene prodotto da fornitori che conosciamo da anni, e sono sottoposti a controlli sia alla produzione che in negozio” dicono le associazioni. Si tratta soprattutto di una “iniziativa sociale e non promozionale, e le polemiche sono di troppo”. Inoltre “ questo prodotto rappresenta dal 3 al 5 % di tutto il pane che vendiamo” dicono in coro Coop e Conad. Piuttosto “vorremmo non vederne più invenduto la sera”, fanno notare.
Da qui l’importanza di far conoscere e diffondere l’iniziativa, compito delle istituzioni, ma anche dei cittadini. Perché, come anche questa vicenda insegna: quando qualcuno si muove, nessuno può rimanere fermo.
In data 19 settembre 08 a Bologna in occasione del convegno organizzato da Cgil Emilia-Romagna dedicato al tema Prezzi e tariffe, il Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana ha presentato all’assessore regionale al Commercio e turismo, Guido Pasi, una petizione firmata da numerose associazioni e cittadini nella quale si chiedeva il rinnovo dell’accordo siglato in Aprile dedicato alla diffusione del pane fresco al prezzo di 1euro=1kg.
Nell’ambito del convegno Roberto Battaglia a nome di Cgil Emilia-Romagna ha espesso l’apprezzamento e il pieno appoggio a questa iniziativa ritenuta importante, favorendo acquisti a costi più contenuti, e quindi da sostenere, iniziativa sostenuta con forza anche dal prof Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna , tra i relatori.
Durante il convegno L’assessore Guido Pasi ha confermato con decisione l’intenzione di rinnovare l’accordo-azione Pane 1kg=1euro, che al momento coinvolge Coop Adriatica e Conad: una decisione importante che garantisce continuità alla disponibità di pane fresco di qualità ad un prezzo di 1euro 1KG.
Il 26 gennaio 2009 l’accordo tra la Regione Emilia Romagna e Coop Adriatica Conad relativamente alla Azione pane 1KG=1EURO è stato rinnovato.
Mariangela Cofone - Gianni Zappoli
Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana
www.icareancora.it zappogian@libero.it"
09/03/2009
Caorso e il nucleare del futuro? Per ora va a gasolio e costa un milione di euro
L'ultimo "affare" dei francesi con i soldi italiani prevede - come annunciato da Berlusconi - la costruzione di cinque nuove centrali nucleari nei prossimi 10-12 anni.
Centrali "nuove", ma che forse proprio nuove non saranno, tanto che da più parti sono certi che Arturo, cioé la centrale nucleare di Caorso a metà strada tra Piacenza e Cremona, potrebbe risorgere.
Poiché in giugno in Italia ci saranno le elezioni amministrative e anche a Caorso si voterà per scegliere sindaco e consiglio comunale, al momento attuale ci si guarda bene dal parlare dell'argomento, ma è innegabile che il sito piacentino abbia ancora molte carte in regola per ospitare un moderno impianto nucleare.
L'area adatta c'è già e la destinazione di fatto pure. E, soprattutto, pare esserci una certa accondiscendenza piacentina verso un eventuale progetto in tal senso: da un lato gli industriali che non negano di vedere in un eventuale Arturo2 una grande opportunità di lavoro, dall'altro non c'è mai stata, e probabilmente non ci sarà nemmeno ora, una decisa opposizione politica (a tutti i livelli) contro la rinascita nucleare di Caorso, come non c'è mai stato un incondizionato "no" della gente piacentina, più avvezza ad accettare in silenzio che a scendere in piazza per protestare, come invece è avvenuto in Basilicata quando si era parlato di fare lì il deposito di scorie nucleari.
Nuovo futuro nucleare di Caorso o meno, comunque, oggi c'è da segnalare una curiosità che, in fondo, fa anche tenerezza. L'ex gigante della potenza elettrica, oggi mezzo sezionato e in demolizione, per gestire la sua attuale agonia deve infatti chiedere aiuto al suo rivale più famoso: il petrolio. Per rifornire di gasolio e olio combustibile Caorso e gli altri siti ex nucleari di Trino, Saluggia e Trisaia, la Sogin (la società nazionale che gestisce gli impianti nucleari) spenderà infatti 1.032.208 euro. A portare nella ex reggia dell'energia il più plebeo dei combustibili sarà una srl di Polla, in provincia di Salerno, che ha proposto il prezzo più basso.
pier carlo marcoccia
06/03/2009
Boiardi scrive, ma chi paga?
Nella cassetta delle lettere abbiamo trovato una bella busta colorata con all'interno una lettera scritta dal presidente dell'Amministrazione provinciale di Piacenza Gianluigi Boiardi. Ci ha scritto, con tanto di sua foto, per farci conoscere "il riassunto" di quanto fatto dalla sua amministrazione negli ultimi cinque anni, settore per settore. Boiardi ci ricorda anche che "da sempre" crede "al dialogo e alla partecipazione" e al diritto dei cittadini di essere, giustamente, "informati sul modo in cui si spendono i soldi di tutti noi".
E allora ci piacerebbe proprio sapere chi ha pagato queste lettere. Lettere che ci sono state inviate a tre mesi dal voto per le elezioni provinciali in cui lui si ricandida.
pcnews
01:00
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05/03/2009
Vini, Travo e battaglie sul Trebbia: botta e risposta
Botta e risposta sul post dello scorso 27 ottobre 2008 ("Annibale brinda con il vino e dichiara battaglia sul Trebbia") nel quale, prendendo spunto dall'iniziativa i "Vini di Annibale" proposti da Mirko Gazzola, viticoltore di Donceto (Travo, Valtrebbia, Piacenza) e fratello dell'ex sindaco di Travo Annibale Gazzola, si citava il parallelo tra la battaglia di Annibale del 218 a.C. e l'attuale sfida politica dello stesso Annibale Gazzola per riconquistare la poltrona di primo cittadino.
A proposito ci ha scritto Gianfranco Zanchin, che ringraziamo, per una precisazione storica:
Caro Marcoccia. Se intendi lanciare la nomenclatura di un nuovo vino sono d'accordo e auguro che l'iniziativa abbia successo. Se intendi caldeggiare il nominativo di Annibale (Gazzola) quale sindaco di Travo, sono ugualmante d'accordo: l'importante è che se ne vada, e non torni mai più, l'introversa persona di Cassinari. Ma se ti permetti di accennare alla battaglia svoltasi sul fiume Trebbia, ti invito a leggere quanto ho scritto, a puntate, su La Cronaca il 22-23-26-27 e 28 Maggio 2008 appunto su quella battaglia. Il giorno non è il 18 dicembre 218 aC. ma il 25! Hai confuso il giorno della battaglia con quello della fondazione di Piacenza, (forse) avvenuta alla fine del mese di maggio del 218 a.C. (il giorno esatto è controverso dagli storici). La data della battaglia è invece sicuramente il 25 dicembre 218 a.C. Questo per essere precisi e quale istruzione per quanti non sono edotti sui fatti.
Buon calice di Annibale dunque.
Cordialità.
Gian Franco Zanchin
Precisazione e rettifica d'obbligo:
La nota su Annibale, il vino rosso e la battaglia del Trebbia è dettata da pura curiosità: cioè dal fatto, come ho scritto, che il viticoltore di Donceto Mirko Gazzola produce un vino che ha chiamato come il fratello Annibale, ex sindaco ora impegnato nella "sua" battaglia del Trebbia per riconquistare il Comune. Tutto qui: nessuna presa di posizione pro o contro Annibale Gazzola, né pro o contro qualsiasi altro.
Per quanto riguarda la data della vera Battaglia del Trebbia, l'osservazione è giusta: 25 e non 18 dicembre 218 a.C. Non mi ha affatto confuso la data di fondazione di Piacenza (che nulla c'entra) e nemmeno i fumi del vino rosso di Donceto. Semplicemente mi ha fregato l'enciclopedia on-line Wikipedia con la sua scheda dedicata alla battaglia, nella quale si cita la data del 18. Ah, la fretta che ci fa contare a occhi chiusi su internet facendoci dimenticare delle decine di autorevoli volumi che abbiamo in casa...
Saluti e grazie, caro Zanchin.
pier carlo marcoccia
04/03/2009
Guerra al pane a un euro? Guerra persa, lo si trova anche al supermercato!
Chi a Piacenza si è impegnato a combattere l'iniziativa di Rifondazione comunista che ha portato in piazza Cavalli i banchi per la vendita del pane a un euro, sappia che ha comunque perso la sua battaglia.
Il pane a un euro (anzi a 99 centesimi) al chilogrammo è infatti regolarmente in vendita anche al supermercato. Lo propone, ad esempio, l'ipermercato Auchan di San Rocco al Porto. Ad ulteriore dimostrazione che un commercio più vicino a prezzi reali si può fare. Che poi è proprio ciò che Rifondazione voleva dimostrare con la sua iniziativa. Iniziativa che, come noto, dopo controlli asfissianti che non sono nemmeno riservati a chi commercia l'uranio, è stata anche multata (a proposito si vedano i post del 9 e 17 febbraio scorsi).
Ovviamente il pane a un'euro dell'Auchan non è una focaccia genovese e nemmeno un buon pugliese o una treccia casereccia. Ma è fresco, è mangiabile ed è meglio di altri pani imbustati a lunga conservazione. Ma, soprattutto, è simbolicamente e commercialmente etico. E fa onore a chi lo vende. Non certo a chi, nelle piazze, lo multa.
pier carlo marcoccia
12:47
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03/03/2009
Vietato sentirsi male nel Lazzaretto dei prelievi
Per carità, è tutto pulito e in ordine e gli addetti sono gentili, ma dalle 7.30 alle 9.30 la parte aperta al pubblico del reparto analisi dell'ospedale di Piacenza diventa un Lazzaretto. Centinaia di persone sedute e (molte) in piedi affollano un corridoio trasformato in sala di attesa. Anziani ed altre persone dal passo incerto vagano a lungo alla ricerca di un posto a sedere (spesso occupato da giovani o adulti che invece appaiono in buona salute), tenendo in una mano il loro bigliettino d'ordine e nell'altra una borsina della spesa dentro la quale hanno discretamente avvolto il loro campione di urina, munto un'oretta prima, al loro risveglio.
Un ambiente non centro confortevole per chiunque e non certo rilassante per chi è un po' apprensivo e magari ha ancora paura del dottore o si impressiona alla vista del sangue. E succede, come accaduto la scorsa settimana, che se una adolescente si sente male e sviene dopo un prelievo di sangue, non c'è nemmeno il posto per farla sdraiare. Tanto che è stato necessario far spostare alcune persone sedute sulle seggiole del "corridoio d'attesa" per farle un po' di spazio e poterla far stendere sugli sgabelli. In attesa che, alla ricerca di un maggiore comfort, un'infermiera dell'Ausl portasse addirittura una sedia girevole da computer...
pier carlo marcoccia
01/03/2009
Via Genova, "frullato" di pista ciclabile
Con un'invenzione tipica del Mr Trafik comunale di Piacenza, in via Genova le "piste ciclabili" (le chiamano così, ma le virgolette sono d'obbligo) le hanno realizzate sui marciapiedi, tra pedoni e tavolini di bar. E' bastato tirare una riga gialla con il pennello ed ecco pronto un bel tracciato sull'uscio dei palazzi e sull'ingresso dei negozi.
Da qualche mese, però un pezzo di questo percorso è scomparso nel nulla, "frullato" come una banana nella pappa dei bambini. Davanti all'ex hotel Nazionale, dopo che nello scorso autunno sono state rimosse le impalcature per la ristrutturazione, al posto della pista è comparso un puzzle...
I masselli autobloccanti in cemento sono infatti stati rimessi a casaccio sul marciapiede (vedi foto) e quelli che portavano la colorazione gialla della "ciclabile" sono finiti dove capitava. Ovvio, rimetterli tutti al posto giusto sarebbe stato un lavoro impossibile. Ma dallo scorso autunno a oggi nessuno in Comune si è preoccupato di far ritracciare 10-15 metri di riga gialla. E la ciclabile "fantasma" di via Genova è sempre più fantasma.
pier carlo marcoccia
14:03
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26/02/2009
La logistica a Piacenza? Solo camion e traffico
Partito il nuovo collegamento internazionale strada-ferrovia tra i due principali hub europei della Tnt e a Piacenza restano (se non aumentano) i camion e il loro traffico.
La Tnt ha infatti avviato il primo interscambio tra Arnhem (Olanda) e Piacenza. Si chiama Express road network e utilizza un collegamento quotidiano via treno da Friburgo che però si ferma a Novara, prima di proseguire, con i camion e il loro inquinamento), verso il centro di smistamento Tnt di Piacenza. Prossimamente, poi, collegamenti simili dovrebbero essere aumentati, anche con nuove rotte internazionali da e per Piacenza verso gli hub di Bruxelles e Norimberga.
Ma cosa avverrà? In pratica un intero autoarticolato, motrice compresa, viene caricato su un treno per effettuare un tratto significativo del suo percorso su rotaia, percorso che però taglia fuori Piacenza: il camion parte ogni giorno da Arnhem alle 20, viene caricato sul treno alla stazione tedesca di Friburgo, dove l'autista prosegue il viaggio a bordo di un normale scompartimento. Arrivato (via Svizzera, il tratto più breve in direzione Italia) allo scambio intermodale di Novara, il camion ritorna sull'asfalto e prosegue verso Piacenza (alle 19 del giorno successivo). Dopo aver scaricato la merce, il mezzo torna indietro vuoto in direzione della sede Tnt Milano Mega a Linate. Qui viene lasciato il rimorchio vuoto e ne viene agganciato uno nuovo, caricato in precedenza con merce italiana da esportare. Alle 22 l'autista si dirige quindi nuovamente a Novara, dove carica ancora il camion sul treno in direzione Friburgo e quindi, via gomma, ritorna all'hub olandese di Arnhem, dove arriva alle 19.30 del terzo giorno.
Il che in pratica significa, parlando di inquinamento, che i vantaggi sono tutti per la Svizzera… e che, per Piacenza, la logistica continua a voler dire solo più camion, più traffico e più inquinamento.
Anche perché è noto che la logistica in genere non crea molti posti di lavoro e, ancora meno posti di lavoro a contratto indeterminato. Se poi si aggiunge che la gran parte di questi lavoratori sono stranieri extracomunitari ecco che il conto per i benefici diretti alla popolazione piacentina è presto fatto.
E poi i nostri amministratori piacentini fanno le limitazioni al traffico urbano della gente comune per ridurre l’inquinamento… Gli stessi amministratori che, senza serie contrapposizioni sindacali, con la parola logistica si sono negli anni scorsi riempiti la bocca, cercando di farci credere che (non solo a Piacenza, ma anche a Ponticelli o Castelsangiovanni, tanto per fare un paio di altri esempi) significava sviluppo del territorio e opportunità di lavoro. Non riuscendo invece a mantenere posti di lavoro di altre aziende (che si sono trasferite o hanno chiuso) o centri importanti (anche per il loro prestigio nazionale) come quelli Enel a Piacenza o Eni a Cortemaggiore.
pier carlo marcoccia
09:07
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20/02/2009
Fine di un'epoca: ora la spesa te la imbusti tu
Fine di un'epoca: da oggi all'Auchan di San Rocco al Porto, l'ipermercato a due passi da Piacenza, finisce l'imbustamento della spesa. Stop, cioè, a quel servizio tanto comodo per il quale le cassiere ci mettevano i prodotti acquistati già nelle borsine di plastica. Lo stesso servizio che con la sua novità, aveva peraltro contribuito con successo anni fa al lancio commerciale dello stesso ipermercato.
Un segnale della crisi? Una vittoria sindacale? Resta il fatto che da oggi, insomma, ognuno dovrà infilarsi da sé la spesa in borse di plastica a pagamento oppure portate da casa. E la decisione non sembra proprio provvisoria: è in corso il cambio dei banchi delle casse per adattarli alla nuova funzione.
p.c. marcoccia
11:44
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19/02/2009
Conca di Isola Serafini, continua la pioggia di euro
Quasi due milioni di euro per dirigere e controllare i lavori dell'attesa (da anni...) nuova conca di navigazione di Isola Serafini. E' infatti questa la cifra (Iva esclusa) indicata dall'Arni, Azienda regionale per la navigazione interna, per affidare e retribuire il servizio di direzione lavori, misura e contabilità e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori della conca sul tratto di Po che attraversa il comune di Monticelli, lavori che nel complesso hanno un costo presunto di ben 33.142.693 euro (ovviamente sempre Iva esclusa).
Di questi, appunto 1.910.979 euro sono previsti per gli incarichi di direzione (1.166.995, in particolare), contabilità e misura (286.774) e coordinamento sicurezza (457.211).
L'Arni ora è in attesa di offerte per aggiudicare il triplice appalto con cifre da Superenalotto. Non ci resta che aspettare per vedere chi sarà il vincitore. Noi il tagliando non ce l'abbiamo.
p.c. marcoccia
10:00
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18/02/2009
Sesso senz'amore? "Colpa" di Berlincioni
E' del paroliere piacentino d'adozione (che abita a Rivergaro) Fabrizio Berlincioni in testo della canzone che Iva Zanicchi ha presentato al Festival di Sanremo 2009 e che Roberto Benigni ha fatto diventare un "caso".
"Ti voglio senz'amore", racconta una storia di sesso con protagonista una donna avanti con gli anni, circostanza che ha permesso a Benigni di ironizzare su Iva Zanicchi con conseguenti polemiche da parte della stessa cantante che ha lamentato di essere stata poi bocciata dalla giuria del Festival proprio per colpa della cattiva pubblicità fattale da Benigni.
"Ti voglio - dicono le parole di Berlincioni - senza amore / ti voglio senza niente / sentirti fino in fondo... / Fai quello che ti piace / però non finire presto...". Versi che pronunciati da una signora di 69 anni fanno un certo effetto.
E come la donna avanti con gli anni della canzone, però, anche il testo di Berlincioni non è proprio "giovane". Ha infatti già 17 anni, perché fu scritto nel 1992. Ed è anche passato di mano tra altri cantanti che, per un verso o per l'altro, non sono mai riusciti ad andare oltre un provino e a farlo conoscere: Massimo Ranieri, la piacentina Fiordaliso e Patty Pravo.
pier carlo marcoccia
14:20
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17/02/2009
pane a un euro, la multa della vergogna
Pane a un euro a Piacenza: alla fine la multa è arrivata. Ed è una multa della vergogna. Per chi l'ha sollecitata e per chi l'ha data. Non certo per chi se l'è vista dare, cioè quelli di Rifondazione comunista che hanno avviato l'iniziativa nel tentativo di dimostrare che i prezzi di alcuni prodotti alimentari possono realmente essere più bassi.
Ci hanno provato in mille modi (si veda anche il precedente post del 9 febbraio) con un impegno che le istituzioni non mettono in campo nemmeno contro gli stupratori o la mafia (e ancor meno contro chi non paga le tasse o, addirittura, froda migliaia di risparmiatori) e, alla fine, i vigili del Comune di Piacenza e gli ispettori dell'Ausl ce l'hanno fatta: tra le decine di permessi in regola hanno trovato finalmente che ne mancava uno del servizio sanitario. Grande soddisfazione e mille euro di multa e, ovviamente, sospensione dell'attività di vendita che, va ricordato, viene esercitata senza alcun profitto.
Ecco allora che, chi fa le cose con il cuore, quando è in difficoltà riesce a farle ancora meglio. Il pane di cui è stata bloccata la vendita è infatti subito stato portato e donato per metà alla mensa dei poveri della Caritas e per metà ai frati cappuccini del convento sullo Stradone Farnese, dove padre Leopoldo ha subito provveduto a distribuirlo gratis a chiunque. Non a caso la voce si è presto sparsa e i residenti in zona (non certo un quartiere di povera gente) sono arrivati a decine, alla buona faccia di coloro che avevano chiamato i vigili in piazza Cavalli.
Rifondazione (magari in speranzosa attesa che qualcuno voglia ora dare una mano ai suoi volontari, offrendo loro un po' di soldi per ripagarare questa ingiusta sanzione) ha anche fatto subito sapere che, acquisito il permesso mancante, tornerà in piazza con il suo pane. E la guerra così continuerà, con controlli sempre più asfissianti. Ma chissà quale concorrenza potrà mai fare la vendita di 400 kg di pane? La verità è che quello che spaventa è proprio la dimostrazione di quanto i prezzi di certi prodotti possano essere gonfiati e il "sistema" non vuole davvero che questo "segreto" sia così sfacciatamente reso pubblico.
pier carlo marcoccia
11:26
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11/02/2009
Piacenza Nord sarà la capitale delle multe
Piacenza Nord potrebbe presto diventare la capitale nazionale delle multe.
Nell'ex casermetta della Polstrada che si trova accanto al casello di Piacenza Nord dell'Autosole (a Guardamiglio) dovrebbe infatti essere realizzato un centro nazionale per la gestione delle sanzioni per eccesso di velocità affibbiate con i Tutor (la strumentazione che controlla determinati tratti autostradali e può rilevare sia eccessi di velocità istantanei sia, primariamente, velocità medie superiori al consentito) o con altre apparecchiature sempre per il rilevamento della velocità.
Si parla di un centro con circa 300 addetti nel quale confluiranno dati su rilevazioni eseguite in diverse zone d'Italia, con un annesso ufficio postale per la spedizione immediata dei verbali di accertamento delle infrazioni.
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13:27
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10/02/2009
Piazza Cavalli, le lastre rotte sono state fotografate?
Nella polemica sulla sostituzione delle lastre del selciato di piazza Cavalli a Piacenza intervengono anche i Sette Nani di Alberto Esse che ha pubblicato un suo video su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=NHw73ADKv-0). Un video artigianale (niente filmati ma solo foto in successione) che, tra le tante osservazioni, pone un quesito di fondamentale importanza: avranno i tecnici e i responsabili dei lavori precedentemente fotografato tutte le lastre a loro dire danneggiate che sono poi state sostituite? E, se sì, sarà poi possibile fare un raffronto che giustifichi la grande quantità di nuove lastre collocate? Potrà cioè essere inconfutabilmente dimostrato che non sipoteva fare altro che buttarle e cambiarle?.
Per la verità, una riposta a questa domanda non la vorrebbe conoscere solo Alberto Esse.
pcm
14:17
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09/02/2009
Il pane a un euro? Osservato (troppo) speciale
Pane a un euro al chilogrammo: un successo anche a Piacenza. Ma sembra proprio che si tratti di un successo che dà fastidio. Così, se quelli di Rifondazione comunista fanno il banchetto in piazza Cavalli con il solo scopo di "dimostrare che anche a Piacenza è possibile creare una rete sociale dal basso per combattere il carovita" e senza alcun guadagno, subito si mette in moto la macchina "censoria", con con controlli di polizia quasi si trattasse di una manifestazione di naziskin.
Eh sì, perché far vedere che un prodotto si può davvero vendere a prezzi più bassi (magari non a un euro, ma sicuramente a meno di quello che ogni giorno ci fanno pagare) non piace davvero a tutti.
E allora succede che il banchetto di Rifondazione (e non è una difesa di questo o quel partito, poteva fare altrettanto anche La destra) viene addirittura fotografato (si è "proceduto a un rilievo fotografico" viene sottolineato) proprio come si trattasse di una manifestazione di piazza. Sotto la lente della Guardia di finanza e della polizia municipale del Comune di Piacenza (ma non è un'amministrazione di centroSINISTRA?), in particolare sono finiti "tutti gli aspetti amministrativi e igienico sanitari".
Viene però da chiedersi perché tutta questa solerzia di controlli messa in campo contro il pane a un euro, non la si vede mai, ad esempio, davanti a quelle discoteche che non chiedono l'età per servire alcoolici, ai chioschi delle centinaia feste di paese organizate solo per fare cassa o nei confronti di quegli artigiani o professionisti, poi non così rarissimi, che pensano ancora che la fattura sia solo il maleficio di una cattiva strega. Forse, tutto ciò richiederebbe troppo impegno e provocherebbe altrettanti problemi. Non così, invece, se si prendono di mira quei "poveracci" di Rifondazione. Anzi, qualcuno di importante alla fine è certamente contento.
pier carlo marcoccia
13:41
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06/02/2009
Piacenza, in 400 hanno perso la casa
I numeri non sono ufficiali, ma servono comunque a dare un'idea degli effetti che la crisi sta facendo sentire anche a Piacenza. Nel 2008 sono stati circa 400 gli immobili che le banche hanno acquisito perché i proprietari non pagavano più le rate del mutuo. Un numero impressionante, perché significa che altrettante famiglie hanno perso la loro casa.
Ma deve far riflettere anche un altro dato: a fronte di queste 400 abitazioni, degli immobili rimessi sul mercato nello stessi anno dagli istituti di credito per recuperare i loro soldi, solo 90 hanno trovato un compratore.
pcnews
11:07
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04/02/2009
Parma ci "chiude" la tangenziale
E' solo un "gioco" sulla cartina geografica, una curiosità forse senza senso. Ma può darci un'idea di quanto Parma consideri Piacenza rispetto al resto della regione. Guardate la forma della tangenziale parmigiana: a Est le sue strade sono protese verso Reggio, Modena e Bologna, pronte ad accogliere subito gli arrivi e ad agevolare le partenze; dal lato piacentino, invece, è arrotondata e chiusa come le mura di un castello medievale...
Davvero è solo un "gioco", ma serve comunque a metterci malinconia. Perché ci ricorda che, a Parma, hanno davvero saputo fare una tangenziale "vera". Non come da noi che ci dobbiamo accontentare solo di un pezzo di autentica tangenziale. Il resto o è promesso da anni, o non esiste oppure è a una corsia con una rotonda ogni trecento metri....
pcm
11:27
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02/02/2009
Troppi furti al quartiere Belvedere
A sentire i discorsi di chi al quartiere Belvedere di Piacenza abita ormai da decenni, si tratta più di un'impressione: negli ultimi mesi c'è stato un aumento esponenziale di furti in appartamenti e di altri reati. Sono state molte le case visitate dai ladri in via Dante Alighieri, via Manfredi, via Bianchi, via Veneto.
Nei bar e nei negozi l'argomento è purtroppo d'attualità e forte è la convinzione che questo tranquillo quartiere piacentino stia rischiando di perdere la propria serenità. Anche perché, sempre nelle ultime settimane, sono da registrare atri due episodi avvenuti sempre in via Manfredi e finora "sconosciuti" nella zona: una rapina a una ricevitoria di scommesse e l'arresto di alcuni stranieri armati davanti a un bar.
I furti in casa, però, sembrano allarmare più da vicino chi qui abita. Molti dei residenti nel quartiere, nato con il boom edilizio degli anni Sessanta, hanno oggi un'età media abbastanza elevata: molti sono anziani, spesso soli (soprattutto donne) e nelle loro case custodiscono tutto ciò che hanno, anche i ricordi. In questo quartiere il cambio generazionale non è ancora avvenuto e un anziano solo rappresenta un obiettivo facile, sia quando la sua casa è temporaneamente disabitata (quando, cioè, è semplicemente fuori per fare la spesa), sia anche quando in casa è presente.
Gli stessi anziani, ma non solo loro, sanno di essere purtroppo questo "obiettivo facile" e l'aumento dei furti sta davvero preoccupando molti di loro. E poiché furti con questa frequenza fino ad oggi non sono stati endemici in un quartiere così popolato e vivo com'è il Belvedere, viene davvero il timore che ladri e soci abbiano studiato il terreno e intensificato l'attività.
pier carlo marcoccia
13:56
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31/01/2009
w la squola
Non sparate più a occhi chiusi sulla scuola pubblica. Non è l'unica che rischia di fare brutte figure. Guardate, per curiosità, il particolare di un manifesto promozionale di una scuola privata piacentina che in questi giorni si trova affisso davanti ad alcune scuole pubbliche di Piacenza. Tra le tante proposte, c'è anche un laboratorio linquistico. Per perfezionare.. lo studio delle linque. Ovviamente con il quore, per una squola più interessante...
Scontato che, nel caso di specie, sul quel tabellone sia stato commesso un banale errore tipografico, come quelli che purtroppo abbondano su tutti i giornali e anche sui siti internet (nostro compreso), ma resta il fatto che, in un'iniziativa promozionale per la didattica di una scuola, rischia perlomeno di far sorridere...
pcnews
15:35
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30/01/2009
Piazza Cavalli, che cosa ne penserà il sindaco di Salemi?
Senza entrare nel merito della polemica per i contestati lavori di sistemazione del selciato di piazza Cavalli a Piacenza, sarebbe interessante sapere, almeno a livello di curiosità, che cosa ne pensa il sindaco di Salemi (Trapani). Ovvero Vittorio Sgarbi (nella foto con la fascia tricolore) che in passato si è già più volte occupato di questioni storico-monumentali che riguardano Piacenza.
A proposito, però, non si può fare a meno di fare un'osservazione.
Erano davvero da sostituire così tante lastre? Secondo noi no. Non solo perché un intervento così consistente sta rischiando di stravolgere l'aspetto e l'autenticità di piazza Cavalli, ma anche perché intervenire su così tante lastre ha un costo sicuramente notevole. Un costo che poteva essere contenuto sostituendo solo le pietre irrimediabilmente sbriciolate. Il che, se non fatto, non rischia di rappresentare un inutile spreco di denaro?
pcnews
14:10
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29/01/2009
A Piacenza tutti i segreti degli angeli
Da Pisa a Piacenza per parlare di “Angeli”. E’ la proposta dell’Associazione culturale SaraS, associazione creata, come dice lo statuto, “per la difesa e la salvaguardia della vita sul pianeta terra e ricerca e testimonianza sulla vita extraterrestre e i fenomeni soprannaturali”.
L’appuntamento con la conferenza piacentina sarà domani, venerdì 30 gennaio alle 20.30, nella sala della Circoscrizione 3 in viale Martiri della Resistenza 8 a Piacenza (ingresso libero e gratuito).
Degli angeli come “custodi dell'anima immortale dell'uomo” parlerà Giuliano Falciani, presidente dell’associazione e direttore responsabile delle pubblicazioni di SaraS. Falciani (nella foto), che si definisce un ricercatore indipendente che ha dedicato numerosi anni di intensa ricerca nel campo delle scienze umanistiche, filosofiche e spirituali prima di fondare nel febbraio 1998 l'Associazione culturale SaraS con sede a Pisa, parlerà appunto della costante presenza di un angelo al nostro fianco. Da quando si è bambini (“La percezione dell’esistenza delle entità angelica, è molto sentita tra i bambini di tenera età, sia perché ancora influenzati dalle vibrazioni eteriche da cui provengono, sia per alcune ghiandole del corpo che nei bambini risultano ancora aperte e che favoriscono tale percezione”) a quando si è adolescenti (nonostante sia “ricorrente il sentimento della trasgressione e della ribellione”) , fino all’età adulta (“L’angelo custode è incluso, per volere Divino, nel meraviglioso “corredo spirituale” che il Padre ci ha provvisti al momento della nostra creazione, esso ha il compito di salvaguardare lo sviluppo evolutivo di ogni essere”). Falciani citerà inoltre episodi di “chi, a quanto pare, ha visto gli angeli ed è stato da loro soccorso e aiutato; chi sugli angeli ha compiuto inchieste; chi ha avuto ineffabili esperienze angeliche”.
Quella di domani sera non sarà la prima puntata piacentina di questa insolita associazione. Lo scorso 1 settembre, infatti, il Centro culturale di San Nicolò aveva già ospitato una conferenza dello stesso Falciani su “La natura universale dell’amore”, in collaborazione con Progetto Arcobaleno Onlus.
Ma che cos’è SaraS e chi c’è dietro?
Chi l’ha creata spiega che è nata ufficialmente nel 1998 come associazione culturale senza scopo di lucro “ad opera di un gruppo di amici uniti da valori profondi di amore, giustizia, pace e fratellanza” e che si tratta di “un'organizzazione indipendente e non è legata a nessun gruppo ideologico, politico, religioso, economico e spirituale”. Lo scopo è quello “di svolgere un'opera di sensibilizzazione affinché l'opinione pubblica sia informata su fatti e avvenimenti tenuti nascosti che interessano la nostra società, il nostro Pianeta e la vita in ogni sua manifestazione”. Appunto come gli angeli o gli extraterrestri. Perché nulla va dato per scontato, insomma, né in senso positivo, né negativo: “Esortiamo – dicono quelli di SaraS - con i mezzi a nostra disposizione a una rivalutazione di molte idee e concetti da sempre pigramente accettati e facciamo appello alla vostra ragione, al vostro pensiero affinché accetti di essere rimesso in discussione in nome di una costruttiva curiosità, dell'assenza di pregiudizi e della volontà di progredire”.
Lo Staff di SaraS comprende, oltre al presidente Falciani: il vicepresidente Massimo Garzelli, il coordinatore editoriale Gianni Barnaba, l’addetta alle pubbliche relazioni Nadia Paccagnini, il responsabile della comunicazione Rossano Savino, il web master Simone Barnaba e i collaboratori Massimiliano Brogi, Gigliola Vitello, Ambra Lambertucci e Paolo Mazzolini. Responsabile medico-scientifico è Francesco Stracuzza.
pcnews pier carlo marcoccia
13:31
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28/01/2009
Chi è Pina? Forse il mio odiato capo?
"Dopo anni di duro impegno" è riuscita "a raggiungere un livello altissimo di carriera superando colleghi che vantavano più titoli, anzianità e meriti" di lei, fatto che le "ha creato inimicizie e invidie", con colleghi che "sparlano" di lei con tanto di "irritanti nomignoli". E, per difendersi, non può che “rispondere con l'intransigenza: devo – spiega – essere dura e inflessibile, devo guardarmi le spalle all'interno dell'ufficio e mostrare i muscoli ai nemici esterni”.
Un riconoscimento evidente, dunque, che la sete di carriera ha un prezzo. Talvolta anche più di uno. Eh sì, perché questa donna che ha raggiunto l’agognato “livello altissimo di carriera”, forse si è giocata il marito. Per la gioia forse neppure tanto nascosta dei colleghi calpestati. “La sera – dice infatti - arrivo a casa provata, tesa, sia fisicamente sia psicologicamente e mi aspetterei di essere accolta da mio marito con tenerezza e comprensione”. E lui invece? E’”sempre distratto e vago, non riceve i miei appelli né quelli affettivi, né quelli erotici”. Nonostante lei confessi di mandargli continuamente “messaggi di esplicito desiderio”. Inutili, perché “lui resta imperterrito davanti alla Tv” e lei finisce a letto da sola “subendo un' altra grave frustrazione”.
Pina (ammesso che questo sia il suo vero nome) ha 38 anni ed ha raccontato pubblicamente la sua storia alla psicoterapeuta della coppia Gianna Schelotto, che tiene una rubrica di sessuologia sulle pagine del Corriere della Sera dedicate alla salute. E, un po’ per curiosità, un po’ per malizia, la sua è diventata una storia della quale, a Piacenza, parlano in tanti.
La fantomatica Pina è infatti piacentina e in molti hanno creduto di individuare in lei una persona conosciuta, o per l’età o per il marito che al sesso con lei ora preferisce i programmi della Tv oppure, soprattutto, per quella sua carriera brucia-colleghi.
In tanti, insomma, pensano di avere individuato il loro odiato capo. E sono felici di sapere che lei, quando non rompe loro le scatole, ha i suoi bei problemi che non riesce a risolvere.
Anche perché la dottoressa Schelotto non l’ha consolata più di tanto, ma le ha detto che “forse è legittimo che il suo uomo si domandi chi sia veramente la donna che gli sta accanto” e che per lui ne derivi “un senso di incertezza e di estraniazione” che gli fa preferire la Tv.
Così sono bastate poche righe per ridare fiato e entusiasmo a centinaia di dipendenti piacentini sottomessi che, più di individuare Pina, ora vorrebbero conoscere il marito… “Forse – pensano – lui sì che è un tipo simpatico con il quale varrebbe la pena di guardare insieme la tv….”.
pier carlo marcoccia
12:20
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22/01/2009
Piacenza agroalimentare, un 13° posto che non convince
Quelle due spighe, simbolo di qualità come le "stelle" della Guida Michelin, che ci sono state assegnate forse sono un po’ poche. Nella graduatoria del “Primato qualitativo delle Province italiane nel settore agroalimentare pubblicata qualche tempo fa, infatti, Piacenza è sì nel gruppo delle migliori 24 province italiane, ma è anche troppo lontana dai centri di eccellenza, centri che peraltro non sono affatto lontani in senso geografico.
A stilare la graduatoria è stata la Fondazione Qualivita, che al primo posto, con un distacco abissale sul gruppo delle inseguitrici, ha messo la provincia di Parma: ben 8 spighe e 1101 punti contro i 92 di Piacenza, che si piazza invece al 13° posto. Tra le primissime, però, ci sono anche Modena 5° posto e 5 spighe), Reggio Emilia (6° e 4 spighe), Mantova (7° e 4 spighe) e Brescia (8° e 3 spighe). Davanti a noi ci sono anche Udine (2° posto con 6 spighe), Trento (3°, 5 spighe), Sondrio (7°, 4 spighe), Cuneo (9°, 3 spighe), Vicenza (10°, 3 spighe), Bologna (11, 3 spighe) e Salerno (12°, 2 spighe).
La Fondazione Qualivita si occupa dal 2002 della tutela e della valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità italiani ed europei, con particolare attenzione a quelli che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario Dop, IGP e STG, ed è stata costituita dalla Camera di Commercio di Siena, dal Comune di Siena, dalla Provincia di Siena, dalla Regione Toscana, dal ministero delle politiche agricole.
La Fondazione non ha scopi di lucro e la graduatoria di qualità fra le province (si veda il file allegato - cibopiacenza.pdf) è stata compilata nell’ambito delle attività legate a un “Osservatorio socio economico” e a Qualigeo, atlante georeferenziato dei prodotti agroalimentari di qualità. Per attribuire i punteggi sono stati usati sostanzialmente due indicatori. Uno ha considerato il fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione e rispetto al numero di aziende produttrici della provincia. L’altro ha invece tenuto conto del numero delle certificazioni che interessano l’area della provincia rispetto al totale nazionale.
Anche per questo, quindi, Piacenza, che si vanta di essere l’unica provincia d’Italia ad avere tre salumi (Coppa, Pancetta e Salame) a denominazione di origine protetta, una vasta produzione di vini Doc e un ampia distribuzione di caseifici, salumifici, pastifici e cantine, meritava più punti. Anche perché non si capisce bene come, a formare il punteggio piacentino abbiano contribuito, oltre ai citati tre salumi Dop e (giustamente) al Grana padano e al Provolone Valpadana, anche (sic) il Cotechino Modena, la Mortadella Bologna, il Salamini italiani alla Cacciatora e lo Zampone di Modena.
La consolazione per un punteggio che poteva forse avvicinarci di più all’eterna rivale Parma?
In fondo stavolta siamo davanti alla nemica Cremona che con il suo torrone e la sua mostarda e qualche salame da cotta si deve accontentare del 16° posto, seppur sempre con 2 spighe. E il Lodigiano, nel gruppo di testa non c’è nemmeno.
Pier Carlo Marcoccia
10:40
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21/01/2009
Problemi all’Akzo Nobel: e i sindacati piacentini dove sono?
C’è più di una famiglia piacentina tra quelle che rischiano di rimanere segnate dalla crisi dello stabilimento Akzo Nobel di Fombio, il comune in territorio lodigiano a solo quattro chilometri da Piacenza. A Natale, infatti, è scattata la cassa integrazione per decine di lavoratori e ora è arrivata la notizia che la multinazionale proprietaria dello stabilimento starebbe per vendere a una società americana un reparto specializzato in smalti anti-aderenti. Con la conseguenza che più di uno dei 26 lavoratori che in quel reparto sono impegnati potrebbero essere trasferiti a un centinaio di km di distanza, nel Bresciano.
Così, mentre restano le incertezze sul futuro e per un po’ di lavoratori continua ancora la cassa integrazione, si aggiunge un altro capitolo di un preoccupante destino per uno stabilimento che solo un paio d’anni fa sarebbe dovuto invece diventare un centro di riferimento del sistema produttivo del gruppo Akzo Nobel.
In tutta questa vicenda, però, i sindacalisti piacentini brillano per il loro disinteresse in difesa dei lavoratori dell’Akzo, diversi dei quali sono appunto loro concittadini. Come se bastassero quattro chilometri, il fiume Po in mezzo e un confine di Provincia e di Regione per disinteressarsi di un problema come questo.
pcnews
00:22
Scritto da : pcnews
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19/01/2009
Penice, se vuoi esistere, fatti vedere
Quest'anno di neve ne è venuta in abbondanza e hanno invitato anche la vecchia gloria Gustav Thoeni (tra parentesi: quanti giovani oggi lo conoscono?), ma per molti potenziali sciatori gli impianti sciistici del Passo Penice purtroppo non esistono. Perché, infatti, quando i quotidiani lombardi, emiliani e liguri (cioè del bacino di "clientela" del Penice) pubblicano i tabelloni con l'elenco delle località sciistiche aperte e le relative misure in centimetri della neve, il Penice non c'é.
Non una riga e non un centimetro (indicato) di neve. Insomma, una grande occasione persa per una buona pubblictà.
pcnews
11:11
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17/01/2009
Io, pedone, dove passo in via Roma?
A destra, a sinistra. Comunque sempre in mezzo alla strada.
Se vi capita di camminare lungo via Roma a Piacenza, state molto attenti quando arrivate a circa metà del vostro cammino, tra i numeri civici 45-49 oppure 64-68, perché lì i marciapiedi... non ci sono più---
Da un lato, infatti sono occupati dalle impalcature per i lavori di ristrutturazione di un palazzo e dall'altro ci sono ora transenne che impediscono di passare sotto qualche cornicione forse pericolante anche a causa della neve. Entrambi i marciapiedi sono così inaccessibili proprio l'uno di fronte all'altro e per i pedoni è inevitabile camminare dove passano le auto, non sempre peraltro a una velocità adeguata alla ridotta larghezza di via Roma in quel punto.
Comprensibile la situazione d'emergenza, ma non guasterebbero certo un po' di cartelli per avvertire del pericolo. Sia i pedoni e sia gli automobilisti.
pcm
12:00
Scritto da : pcnews
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13/01/2009
Un gruppo “romperà” l’arte piacentina

Il gruppo internazionale Cracking Art arriva a Piacenza con un doppio appuntamento: una mostra sullo Stradone Farnese e (novità per una sempre troppo sonnolenta Piacenza) una installazione a lato di piazza Cavalli.
L’idea, per questo appuntamento che inizierà il 15 gennaio e terminerà il 28 febbraio, è di Silvia Romagnoli che ha scelto questo gruppo di artisti fuori dal comune per inaugurare la sua nuova galleria d’arte Al quindici, appunto al numero 15 dello Stradone Farnese.
Il gruppo Cracking Art ha più di 15 anni di attività alle spalle. La nascita risale al 30 maggio del 1993, quando sette artisti europei sottoscrissero un “manifesto di fine millennio” con lo scopo di dare una nuova interpretazione all’arte. Soprattutto per liberarla da vecchi e banali schemi.
Ideologo e fondatore del movimento è stato Omar Ronda (nato a Biella nel 1947). Con lui firmarono il “manifesto”: William Sweetlowe (1948, Ostenda Belgio ), Renzo Nucara (1955, Crema), Marco Veronese (1962, Biella), Alex Angi (1965, Cannes Francia), Carlo Rizzetti (1969, Bruxelles Belgio ) e Kicco (1969, Biella).
La prima mostra fu a Milano nello stesso anno, curata di Tommaso Trini e Luca Beatrice. E fu, come dice il nome del gruppo, un’autentica mostra “di rottura”, caratterizzata – scrissero i critici – da una forza mirata a “cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale e l’uso rivoluzionario e innovativo di materie plastiche diverse ed evocative di un rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale”.
Da allora sono seguite centinaia di mostre ed eventi in tutta Europa e in vari Stati del mondo, tra i quali Cina, Giappone, Corea e Israele. Ora lo sbarco a Piacenza. La prima volta in città, dopo che, già in cinque occasioni, il Gruppo aveva dato vita a rassegne a Castellarquato e a San Pietro in Cerro, grazie alla collaborazione con l’industriale e mecenate Franco Spaggiari (nel 1998 nell’Antica Pretura arquatese, nel 2000 nel Castello di San Pietro, nel 2001 e nel 2002 ancora nell’Antica pretura con il Mim Museo in motion e con un “Omaggio a Gaudì” e nel 2003 ancora con il Mim a San Pietro in Cerro).
Pier Carlo Marcoccia
11:41
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12/01/2009
"Emilia terra di motori". E Piacenza?
Il libro non è in vendita ma, peggio per noi piacentini, viene distribuito gratuitamente, a iniziare dalle più importanti manifestazioni turistiche e motoristiche. Il problema, sempre per noi, è che "Emilia-Romagna terra di motori", edito da Giunti insieme a Motor Valley e Regione Emilia-Romagna e già ristampato più volte in più edizioni, Piacenza se la ricorda così e così.
Nell'elenco dei costruttori automobilistici, tanto per iniziare, si citano l'Astra veicoli industriali (la cui ubicazione, evviva la precisione, viene sì una volta indicata in via Caorsana a Piacenza, ma un'altra anche a Podenzano...), la Gp racing kart e la AllKart, ma si trascura la Casalini, storica industria che produce microvetture esportate in tutta Europa.
Tra gli appuntamenti motoristici più importanti segnalati in regione, poi, ci sono sì la 300 Miglia del Ducato di Parma e Piacenza, il Circuito di Piacenza, la Bobbio-Penice e la Castellarquato-Vernasca, ma manca addirittura l'appuntamento più importante di tutti, che da 13 anni richiama in Valdarda collezionisti e pubblico da tutta Europa e che in Europa è uno tra i 2-3 appuntamenti più importanti del motorismo sportivo d'epoca: la Vernasca Silver Flag.
E se, per quanto riguarda gli itinerari turistici, ci si limita a citare tre percorsi piacentini con poche parole (per giunta più degne di un circuito che di una strada aperta al traffico: "misto scorrevole ... misto stretto a tratti incalzante"), per fortuna non ci si è dimenticati, parlando di piloti, del due volte campione del mondo di motociclismo Tarquinio Provini, che è stato però fatto nascere a RovOleto di Cadeo, anziché a RovEleto di Cadeo.
Ma quando l'Apt regionale ha dato il via libera a questa pubblicazione, dove erano i nostri amministratori responsabili del turismo? Sono stati informati dell'uscita e del contenuto del volume? L'hanno controllato? E se nessuno gli ha fatto sapere qualcosa, loro si premurano periodicamente di sapere se è in preparazione materiale promozionale che riguarda anche Piacenza?
Anche tra i servizi di accoglienza, cioè nell'elenco di enti o associazioni che promuovono pacchetti e servizi per i turisti, cioè coloro che portano denaro in un territorio, Piacenza non compare. Ma non avevamo una società creata proprio per questo che si chiama Piacenza Turismi?
pier carlo marcoccia
12:40
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09/01/2009
Vacche al freddo, denuncia in arrivo
Nonostante il gelo ha lasciato le sue vacche al pascolo ed è stato denunciato. E' accaduto a un allevatore di Cima Colletta, località del comune di Brallo, al confine tra Piacenza e Pavia, nella zona del monte Penice. In questi giorni di abbondanti nevicate, l'allevatore ha infatti deciso di lasciare i suoi animali, ventidue capi (16 bovini adulti sei vitelli), nei campi a circa 1300 metri di altidunine, nonostante la neve e le temperature rigide sotto lo zero.
La decisione non è affatto piaciuta a un gruppo di ambientalisti della Lega anti vivisezione (la Lav) che hanno denunciato il fatto alla procura della Repubblica di Voghera. Secondo la Lav, infatti, il comportamento dell'allevatore sarebbe stato assolutamente censurabile, anche perchè - sempre secondo gli attivisti - più di un animale è morto di fame e di freddo. In effetti la legge prevede che il proprietario degli animali debba sempre preoccuparsi della loro cura e in caso di sofferenze o malattie dovute a negligenza ne sia direttamente responsabile. E lasciare animali al pascolo in un momento dell'anno così particolare come quello attuale sarebbe - secondo la Lav - proprio un comportamento negligente.
In passato era comunque abbastanza normale che gli animali al pascolo rimanessero fuori anche con le temperature più rigide. Oggi però - dicono gli esperti - i bovini hanno perso da tempo le caratteristiche genetiche dei loro antenati che vivevano in modo libero nella natura.
Il che equivale a dire che, anche in questo caso, un po' di colpa ce l'ha pure il benessere che ci ha viziati tutti...
p.c. marcoccia
12:24
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07/01/2009
Sotto la neve stavolta il sistema ha funzionato
Anche stavolta, sicuramente, ci sarà qualcuno che protesterà, ma in verità bisogna riconoscere che in questa occasione a Piacenza città i tecnici di Enìa hanno ben gestito l'eccezionale nevicata e, sotto la neve, stavolta il sistema ha ben funzionato.
Appena possibile le strade sono state pulite e mantenute pulite e, al mattino presto già molti marciapiedi erano stati spalati. In precedenza, come già avevamo osservato qualche giorno fa, le strade erano state preparate con abbondante sale, anche se purtroppo, con tutta la neve che è caduta i suoi effetti sono stati limitati (ma pensate se non ci fosse stato...)
Senza dimenticare che gli spalatori e gli spartineve hanno anche dovuto lottare con tutti coloro che, con "meritevole" senso civico, buttavano in mezzo alle strade appena pulite la neve che spalavano davanti ai loro cancelli o dai loro cortili.
Se, volendo essere noiosi, un appunto va fatto, lo si deve fare ai "trattoristi" che, in appalto, puliscono le strade. Non tutti hanno lavorato con grazia. Con tempismo e energia sì, ma con grazia no: cordoli sbeccati, chiusini divelti e varie "ferite" sull'asfalto stanno lì a dimostrarlo.
pier carlo marcoccia
12:02
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05/01/2009
Addio al muro delle firme
Una spessa mano di vernice ha cancellato il "muro delle firme" di Cantone dei Cavalli a Piacenza. Con la chiusura del negozio di musica e dischi Club 33 Store, la cui vetrina si trovava proprio al centro del "muro", se ne è andata anche questa piccola collezione di firme, graffiti e mini messaggi nel piccolo vicolo che collega corso Garibaldi a via San Giovanni.
Non erano capolavori e nemmeno scritte artistiche, erano solo saluti e messaggi personali di adolescenti che rimanevano confinati in pochi metri quadrati di parete. Scritti soprattutto con i pennarelli tirati fuori dagli astucci scolastici, salvo un paio di segni tracciati con la bomboletta spry, come ad esempio un simbolo della pace di colore blu, immancabile in "opere" urbane come queste.
Non sappiamo se, con il tempo, il muro tornerà a colorarsi. Certamente non lo vorranno i proprietari dell'immobile interessato. E, proprio per evitare che scritte simili possano sporcare questo o altri angoli della città, sarebbe interessante se l'assessorato comunale che si occupa dei giovani individuasse nel centro di città uno spazio neutro e "franco" dove i giovani possano scambiarsi messaggi scritti. Anche d'amore. In fondo a Piacenza non hanno "nemmeno" un piccolo ponticello con lampione al quale attaccare lucchetti e catene.
pier carlo marcoccia
15:02
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02/01/2009
Bretella Rottofreno-Guardamiglio: migliore idea del 2008
La proposta più intelligente di un 2008 povero di idee amministrative "vere" è arrivata in extremis. Purtroppo rischiamo di non sapere mai se potrà un giorno diventare realtà.
A formularla è stato un architetto urbanista piacentino, Marcello Spigaroli, che ha ripreso un'idea già da qualche mese genericamente ventilata, trasfomandola in una proposta definita. Una proposta presentata (pubblicamente, anche se non formalmente) a Piacenza e ai suoi amministratori per liberare la città da traffico (e smog) inutile. Perché - ha in sostanza detto Spigaroli - non ci si può impegnare sul serio per arrivare a un progetto che realizzi una bretella autostradale tra la zona di Rottofreno-San Nicolò lungo la A21 Piacenza-Torino e il casello di Piacenza Nord sull'Autosole? Faciliterebbe i collegamenti autostradali e soprattutto libererebbe Piacenza da camion e auto che a poche centinaia di metri dal centro di Piacenza passano solo per caso.
Una volta costruita questa bretella, Piacenza si troverebbe poi ad avere (dove prima c'era il raccordo ell'A21) finalmente una tangenziale vera per il suo traffico, che oggi percorre invece via Colombo, viale Sant'Ambrogio e via XXI aprile. Una tangenziale vera, a due corsie e non un tracciato ridicolo come quello della seconda parte della tangenziale sud di Piacenza, che è meno scorrevole di una strada provinciale di collina, con la sua patetica corsia unica e una serie di rotonde che interrompono continuamente il traffico e i cui svincoli anche i piacentini faticano ancora ad imparare.
Servono ovviamente tanti soldi, ma con la volontà non è escluso che si possano trovare. Almeno, però, bisognerebbe provarci davvero.
Peccato comunque che, forti delle esperienze precedenti, sia lecito temere che anche quest'ultima proposta di Spigaroli rischi di perdersi tra tavoli di concertazioni o fumosi piani di sviluppo mentre i nostri amministratori di Provincia e Comuni sono impegnati a trovare il modo di "fare squadra".
Ma una volta tanto facessero "righello" e andassero via bei dritti. Alla meta o a casa.
pier carlo marcoccia
12:40
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01/01/2009
capodanno, parmigiani felici
Chissà perché si ha l'impressione che a Parma sappiano godersi la vita più che a Piacenza. Anche quando nevica e la temperatura va sottozero. A confermare quest'impressione (che da piacentini speriamo sia errata....) c'è un bellissimo servizio fotografico dedicato da un loro concittadino, Luigi Boschi, proprio ai parmigiani festaioli. Tutti in piazza a divertirsi, nonostante il freddo. Non quattro gatti, ma centinaia di persone...
Sul suo sito (http://www.luigiboschi.it/?q=taxonomy/term/18) si possono vedere decine e decine di foto di persone sorridenti: "Un gioioso 2009. Racconto per immagini da Parma", l'ha definito l'autore.
pcnews
12:39
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31/12/2008
Sale abbondante. E l'operazione antigelo è più "saporita"
Mai come quest'anno è capitato di vedere tanto sale sulle strade di Piacenza città. Gran parte delle strade hanno infatti in questi giorni l'asfalto imbiancato dal sale sciolto dall'umidità della notte e le rotonde soo tutte coperte di grossi grani, così come molti marciapiedi. Quest'anno, insomma, la prevenzione contro il pericoli e i disagi provocati dal gelo sembra finora essere stata eseguita bene. Una volta tanto, insomma, vanno fatti i complimenti al responsabile del settore. Sarebbe solo interessante sapere se quest'anno, rispetto al passato, l'operazione spargisale è finora costata di più o di meno rispetto agli anni precedenti.
pcnews
02:15
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26/12/2008
Meno male che il vento è stato di notte...
Poteva andare meglio o poteva andare peggio? A guardare le bancarelle di piazza Cavalli a Piacenza devastate dalla bufera di vento nella notte tra Natale e Santo Stefano è difficile esprimersi.
Poteva andare meglio: nel senso che i gazebo potevano essere risparmiati dalle violente folate che li hanno distrutti. Ma poteva anche andare peggio: nel senso che viene paura solo a pensare che cosa sarebbe potuto accadere se la bufera fosse arrivata non di notte ma di pomeriggio, cioé non quando la piazza era deserta, ma quando era invece affollata di persone.
Meglio o peggio, resta comunque una sola certezza: l'improvvisazione degli uffici comunali che avrebbero dovuto fornire bancarelle più sicure.
Speriamo almeno che quanto accaduto serva per non sbagliare più in futuro.
p.c. marcoccia
12:18
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25/12/2008
Con l'omelia-flash la messa è più bella
Notte di Natale, chiesa del Preziosissimo Sangue a Piacenza: don Umberto Ferdenzi e don Federico Tagliaferri celebrano la funzione della Notte santa. A lato dell'altare c'è un piccolo presepio vivente messo in scena dai ragazzi del gruppo scout. Dall'altro lato un coro e un gruppo di giovani che suona con chitarre elettriche e altri strumenti accompagnano la funzione religiosa.
La messa, in una chiesa ben illuminata e riscaldata è tutt'altro che solenne. Anzi, calda e familiare. Con il record (forse assoluto) di un'omelia che non diventa una "predica" formale e stucchevole ma, anzi, dura solo 4 minuti e mezzo.
La chiesa è gremita e non si riesce ad entrare. Tra i fedeli soprattutto giovani. Probabilmente non è affatto un caso.
p.c. marcoccia
16:41
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18/12/2008
Incroci pericolosi a Piacenza Ovest
I lavori sono ancora in corso e sono lontani dall'essere terminati, ma quando sarà tutto finito, entrare e uscire al casello di Piacenza Ovest dell'Autostrada dei vini A 21 sarà un rischio.
In corrispondenza delle corsie di accesso o uscita, infatti, stanno per essere completate due aree di servizio (una sul lato nord e una sul lato sud dell'Autovini), i cui svincoli di entrata e uscita si sovrappongono a quelli delle corsie del casello.
A parte il rischio, per gli automobilisti, di sbagliarsi ed entrare all'autogrill invece che in autostrada, resta, molto più serio, il problema di una serie di incroci pericolosi tra auto che si lanciano per accedere all'autostrada e altre che più lente entrano e escono dall'area di servizio.
Non è ben chiaro con quale logica questo sistema di accessi e uscite sia stato progettato, ma appare evidente che sicuro e funzionale proprio non è. Sarebbe bastato far passare le strade di ingresso e uscita all'A 21 dietro alle aree di servizio e i pericoli sarebbero stati eliminati (lo spazio necessario sarebbe stato lo stesso utilizzato per il progetto in corso di realizzazione). A meno che, invece, non fosse proprio necessario far transitare davanti all'area di servizio anche i veicoli in entrata e in uscita da Piacenza Ovest. Forse, insomma, l'occasione non era da sprecare: tutti possono essere potenziali clienti di un'area di servizio e in fondo, in Italia, un piacere non si nega mai a nessuno.
pier carlo marcoccia
15:20
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17/12/2008
Strisce cancellate, pericolo assicurato e (ir)responsabilità certa
Se ancora ce ne fosse stato bisogno, queste ultime giornate di pioggia e neve, hanno ancor di più evidenziato l'abbandono e la trascuratezza di decine di attraversamenti pedonali nel centro e nella periferia di Piacenza: strisce consumate, talvolta cancellate completamente dall'usura, mettono a rischio la vita di chi deve attraversare la strada.
Da mesi (e più di una volta pcnews-piacenza ha segnalato casi concreti) importanti passaggi sono completamente dimenticati da chi in Comune a Piacenza dovrebbe occuparsi di manutenzione e viabilità. Con il risultato che molti attraversamenti zebrati sono praticamente invisibili (ancor di più al buio o in caso di pioggia) e quindi pericolosissimi, perché chi attraversa la strada lo fa in un punto che gli automobilisti non riescono a scorgere in tempo per controllare adeguatamente la presenza di persone a piedi e per rallentare in tempo. Il che conferma pure che la mancata cura delle "zebre" non è solo un problema di chi cammina, ma anche di chi sta al volante. Situazione che, una volta tanto, mette insieme sulla stessa barricata gli uni e gli altri.
In caso di eventuali incidenti che potrebbero malauguratamente avvenire in corrispondenza di attraversamenti pedonali da mesi consumati, inoltre, è indubbio che si configuri una responsabilità civile e penale di chi, da parte dell'ente pubblico preposto, non si è curato di eseguire i necessari.
lavori di manutenzione, pur avendo avuto tutto il tempo necessario per farlo.
E, a proposito, merita di essere citato un caso che conferma la scarsa "propensione" del Comune di Piacenza all'integrità di strisce e pedoni. Un caso paradossale e curioso: nei giorni scorsi, probabilmente per motivi di sicurezza, è stato spostato di pochi metri l'attraversamento pedonale davanti alle scuole elementari Vittorino da Feltre, ma le nuove righe sono state tracciate mentre pioveva... Con il risultato che poca vernice bianca si è attaccata all'asfalto bagnato e le "nuove" strisce sono diventate in poche ore subito "vecchie". A meno che l'istintivo scopo di quella maldestra nuova operazione fosse proprio quello dare "uniformità" alla situazione esistente...
pier carlo marcoccia
14:15
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09/12/2008
Parma, Piacenza e la mariola scomparsa
La nostra relazione di vicinanza tra Piacenza e Parma spesso provoca qualche attrito, soprattutto perché sono i secondi a prevalere il maggior numero di volte, fin dai tempi in cui la guida del Ducato passò da Piacenza a Parma, segnando la decadenza piacentina rispetto ai fasti parmigiani. Anche nelle piccole cose finiamo per pagare sempre dazio e l'ultimo esempio, in ordine di tempo, arriva ancora dall'enogastronomia.
E' successo che il quotidiano La Repubblica, in un bel servizio domenicale, ha dedicato una doppia pagina al cotechino di Natale. Riservando anche ampia citazione per altri cinque salumi da consumare principalmente cotti, tra i quali la "mariola", insaccato che si produce, in quantità limitate ma con qualità elevate, anche in alcune zone del Piacentino (Bassa Valdarda, Alta Valnure), oltre che in alcune di Parma e Cremona-Mantova. Ebbene, su Piacenza neanche una parola: la mariola è stata indicata solamente come "tipica della Bassa Parmense".
Piacenza, la sua mariola "scomparsa" e l'enogastronomia piacentina hanno insomma perso un'altra opportunità di una proficua vetrina.
E a nulla serve consolarci con il fatto che la mariola parmigiana finisce quasi tutta cotta nei tegami (come il cotechino), mentre quella piacentina, per le sue caratteristiche di produzione e di stagionatura, è più prelibata e ottima da consumare cruda. Ci consolerebbe di più sapere che, con le loro adeguate attività di promozione, le nostre amministrazioni pubbliche preposte (in primo piano lAmministrazione provinciale) sarebbero in grado di evitarci cattive figure come queste.
pier carlo marcoccia
17:24
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07/12/2008
Ma di chi sono amici questi pontenuresi?
Certamente non si tratta di un problema di vita e di morte, ma di una piccola curiosità sì. Quale sarà mai, insomma, il vero nome della piccola compagnia dialettale piacentina che ha sede in via Gramsci 7 a Pontenure?
Che siano "amici" nessun dubbio, ma circa la loro appartenenza territoriale ognuno sembra fare un po' come gli capita: I amis ad PUTNUR, I amis ad PUNTNUR oppure, ancora, I amis as PONTNUR (quest'ultima sembrerebbe comunque la forma più corretta).
Sulle locandine, on-line e sui giornali si vedono tutte le versioni e, addirittura, nei giorni scorsi in un trafiletto su una pubblicazione locale, il nome era scritto in un modo nel titolo e in un altro nel testo, con il risultato di creare ancora più confusione in sole 8 righe.
Niente di gravissimo, ma se I amis... di quel paese lungo la Via Emilia, tengono alla loro piccola filodrammatica e al loro stesso paese, facciano finalmente chiarezza. Anche perché nel portale di Piacenza provincia solidale si dice che la compagnia opera anche per il "diritto alla cultura, ricerca e promozione culturale".
E se vuole lasciare un segno, anche piccolo nella storia culturale piacentina, lo lasci almeno con la firma giusta.
pcnews
13:21
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03/12/2008
Un po' di Piacenza al Motor Show 2008
C'è anche un po' di Piacenza all'edizione 2008 del MotorShow di Bologna. Il merito della partecipazione è dell'ingegner Ferruccio Covini di Castelsangiovanni che ha progettato e realizzato la fantastica Pmi Covini C6W. Una macchina supersportiva dalle caratteristiche decisamente originali: ha infatti sei ruote (quattro davanti).
L'auto, esposta nello stand della rivista "Al volante" in un punto di forte passaggio (il collegamento tra due padiglioni), è una vera bomba: 320 cavalli e 325 km/h di velocità massima. L'accelerazione da 0 a 100 km/h è in soli 3,9 secondi. Monta un motore V8 di 4182 cc e la coppia è di 470 Nm a 2700 giri. Il cambio è manuale a sei velocità e la trazione è posteriore. Nonostante le sei ruote, è lunga solo 418 cm (larga 199 e alta solo 108). I posti sono due (compreso il guidatore). Singolare l'accoppiata delle ruote: le quattro ateriori sono delle "modeste" 215/35 da 16 pollici, mentre le due posteriori sono delle big sper ribassate da 345/25 su cerchio da 20 pollici.
pier carlo marcoccia
14:10
Scritto da : pcnews
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27/11/2008
Una lezione di pace e rispetto dei bambini
Ventidue ragazzini cercheranno di ricordare agli adulti l'importanza e il valore della pace e del rispetto dei diritti dei bambini di tutto il mondo. L'occasione per questa "lezione" di civiltà sarà il prossimo mercoledì 10 dicembre a Piacenza, alle 21 nel Salone degli scenografi del Teatro municipale.
I ventidue giovanissimi sono tutti ex bambini di strada accolti nei centri del Padre comboniano Kizito Sesana a Nairobi, in Kenya. Si tratta di piccoli danzatori, giocolieri, acrobati che formano il Koinonia children team e che sono in grado di eseguire danze e esercizi veramente spettacolari.
Lo spettacolo sarà a ingresso con offerta e il ricavato servirà per sostenere i centri di accoglienza. Al termine dello spettacolo è anche previsto un rinfresco gratuito per tutti.
pcnews
10:25
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26/11/2008
Piacenza? E' "un paese per vecchi"
Ethan e Joel Coen avrebbero forse avuto qualche dubbio: Piacenza è un paese per vecchi. Il loro ultimo film ispirato al romanzo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy e interpretato da Tommy Lee Jones e Josh Brolin, a Piacenza non avrebbe avuto ragione di esistere. Almeno per quanto riguarda il titolo. Perché, appunto, Piacenza invece a pieno titolo è una città per vecchi. Guai ad essere giovani. Si rischia di essere emarginati. O, peggio, di essere guardati come mostri ed essere puniti.
L'ultimo esempio, in ordine di tempo, risale a pochi giorni fa. Un terribile momento di peccato e di perdizione mascherato da festa universitaria. Troppi giovani allegri tutti insieme per non turbare l'equilibrio di un manipolo di pensionati (se non di fatto, certamente di spirito) che hanno chiamato i vigili, infastiditi da cotanta energia giovanile. Sicuramente un po' di rumore, un po' di confusione, ma non si trattava di un raduno di delinquenti, assassini o tossicodipendenti sbandati e pericolosi. Erano solo giovani universitari, i futuri dirigenti dell'Italia di domani, che si erano radunati per una festa universitaria. Fuori orario (a mezzanotte, sic), in un locale, il Porta Galera, che avrebbe dovuto chiudere due ore prima. Due ore di "peccato" passate a divertirsi, urtando forse la suscettibilità di chi non lo vuole più fare o forse non lo ha mai saputo fare.
Piacenza ha ancora una volta dato dimostrazione di essere non una città, ma un cortile, dove una festa una sera (non tutte le sere, si sottolinea) disturba. E poi qualcuno ha il coraggio di lamentarsi che il centro storico muore, che la sera non ci sono locali aperti, che non c'è nessuno in giro se non qualche extracomunitario magari un po' brillo. Le altre città di Europa, le altre città di Italia, le vicine Parma e Cremona hanno un altro spirito. Per questo sono città vive e giovani e non un "cortile" chiuso tutte le sere con un cancello a doppia mandata.
pier carlo marcoccia
02:06
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23/11/2008
Da gennaio piacentini senza piazza Cavalli
Il giorno preciso non sarebbe ancora stato fissato, ma è certo che dopo l'Epifania piazza Cavalli sarà vietata ai piacentini. Già il 7 gennaio 2008, o al massimo il 12, il cuore di Piacenza verrà infatti chiuso per rifare il selciato. La chiusura è prevista per novanta giorni. Al posto delle lastre di pietra danneggiate saranno collocale altre lastre di pietra antica uguale a quella attuale. Saranno anche eliminati gli scivoli che attualmente danno l'accesso all apiazza permettendo di superare i cordoli.
L'interrogativo, poi, sarà relativo all'uso pubblico che della piazza sarà consentito. Basta palchi, concerti e comizi? Stop alle manifestazioni con ingresso di mezzi pesanti o all'esposizione di veicoli, nuovi o d'epoca? Prima della prossima estate probabilmente non mancherà la risposta ufficiale.
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12:43
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22/11/2008
Dolceterra, un impegno già a quota 15mila
"Povera Zerba - avevamo detto - non si merita nemmeno un po' di spazio sulla cartina...". Ci ha risposto, e gli fa onore, Carlo Annoni, vice-presidente di Dolceterra, la società piacentina che ha realizzato la cartina dove (vedi il post del 16 ottobre scorso) il territorio comunale di Zerba era in gran parte stato tagliato via.
Riconosce l'imprecisione e garantisce che in futuro la mappa sarà corretta. E anche questo dimostra, che nonostante quella piccola ma spiacevole imprecisione, a Dolceterra intendono lavorare con serietà, seppure siano sempre scarsi i contributi degli enti pubblici per la promozione del nostro territorio.
Ecco quanto ci ha scritto Annoni (siamo d'accordo con tutto, eccetto che con la giustificazione che, per inserire Zerba, si sarebbe dovuto tagliare un pezzo di Villanova: a parte il fatto che la mappa si poteva leggermente ridimensionare facendoci stare tutto, il pezzetto di Villanova che avrebbe dovuto essere sacrificato era solo una minuscola lingua di sabbia e terra disabitata tra le lanche del Po):
"Il fatto che della cartoguida si parli su un blog penso dia una misura della diffusione che la stessa ha avuto. Per informazione ad oggi (21/11) le dico che sono state distribuite oltre 15.000 cartoguide tra provincie lombarde ed emiliane. In merito alle sue osservazioni le dirò che la sua annotazione sul comune di Zerba è corretta. Potevamo inserire l'intero territorio nella mappa, ma tenga presente che a dx della cartina si sacrificava un pezzetto di Villanova. Quindi la coperta era corta.
Comunque per l'edizione 2009 abbiamo già previsto una mappa più ampia, perchè oltre a tagliare un pezzetto (piccolo però, ne convenga) di Zerba, abbiamo tutti convenuto che la mappa fosse troppo ridotta per una agevole lettura del territorio piacentino.
Per quanto riguarda wikipedia (che come avrà notato è stata esplicitamente citata come fonte) le dirò che la scheda era ben fatta e altri soggetti interpellati per prepararci la scheda informativa alla fine si sono tirati indietro. Quindi.. ebbene si, abbiamo usato e citato la grande wikipedia come fonte informativa. E non me ne pento affatto.
Una precisazione infine a proposito del contributo alla stampa. La Camera di Commercio ha direttamente provveduto alla stampa in cambio della disponibilità di una parte delle cartine stampate. La Provincia ha contribuito solo con le informazioni (purtroppo abbastanza grezze) relative agli agriturismi presenti in Provincia.
Certamente "Chi non fa non sbaglia!" Noi abbiamo fatto e praticamente a costo zero per il pubblico. La cartina è apprezzata e usata dai consumatori... poi sappiamo bene che è migliorabile e lo faremo tenendo conto delle sue, come di altre segnalazioni."
pcnews
14:22
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15/11/2008
Percorsi a ostacoli per non vedenti

C'è da sperare che il minor numero possibile di persone le debba usare. Nel senso che ci si deve ovviamente augurare che non esistano più invalidi che non hanno la fortuna di vedere il mondo che li circonda.
Ma anche perché chi, a Piacenza, dovesse mai essere costretto a camminare su un marciapede "fidandosi" solo delle piste per i non vedenti, potrebbe avere più di una spiacevole sorpresa. Troppe volte quelle mattonelle in rilievo che permettono, a chi non ha la vista, di sapere dove sta camminando, iniziano e finiscono a caso e, lungo il percorso, presentano più di un ostacolo. Gli esempi non mancano: basta il caso di via Bianchi (vedi foto) dove, in poche decine di metri, lungo la "pista" ci sono bidoni, cartelli e perfino i pali della luce.
pcnews
09:46
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13/11/2008
"Un'auto abbandonata. Ma nessuno interviene"
Un lettore, M.G., ci segnala (inviandoci anche una foto) un'auto abbandonata "da mesi" in via Sidoli a Piacenza. L'auto, "senza bollo e assicurazione", è stata - aggiunge - "segnalata ai vigili più volte e al sindaco... ...ed è ancora lì...".
"E' bello - conclude - essere considerati cittadini. E poi dicono al cittadino di collaborare con le forze dell'ordine!".
Eppure, diciamo noi, non sarebbe difficile risalire, attraverso la targa, all'ultimo proprietario e sapere se realmente quell'auto è stata abbandonata e prendere quindi gli eventuali dovuti provvedimenti. Si fanno di questi tempi ordinanze d'ogni tipo per il decoro e l'ordine pubblico della città ma, in un caso come questo in cui le norme da applicare già esistono, si fa inutilmente passare il tempo senza intervenire. E i cittadini si arrabbiano.
pcnews
18:00
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10/11/2008
Strisce pedonali fantasma per gli alunni
Ancora una Psv, cioè una "piccola storia di viabilità", che rappresenta però una "grande storia" di trascuratezza.
Quelle che dovrebbero vedersi nella foto sono infatti le strisce pedonali che indicano, o meglio dovrebbero indicare, l'attraversamento pedonale di via Boselli a Piacenza, al semaforo all'incrocio con via Manfredi.
Delle righe bianche sull'asfalto non c'è da tempo praticamente più traccia. E pensare che a soli 50 metri di distanza c'è la scuola elementare Vittorino da Feltre, con centinaia e centinaia di alunni, molti dei quali attraversano ogni giorno la strada in quel punto.
E la "grande trascuratezza" del Comune di Piacenza è ancora più evidente.
p.c. marcoccia
00:40
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04/11/2008
Ciclisti di via Manfredi, buona fortuna
Davanti a voi il deserto. Poveri ciclisti che, a Piacenza, decidete di affrontare via Manfredi.
Il nostro Comune, che si vanta di aver disegnato (è proprio il termine giusto) chilometri e chilometri di piste ciclabili (sui marciapiedi tra i pedoni o in mezzo alle strade accanto ad auto e bus che vi sfiorano) vi lascia al vosto destino.
Se siete diretti verso la Galleana, appena superato il semaforo all'incrocio con le vie Bianchi e Dante Alighieri, vi troverete "ben" 15 metri di pista ciclabile. E poi? Poi il nulla. Dopo esservi imbattuti in una piazzola per il carico e lo scarico, più nulla. Solo auto parcheggiate e veicoli che vi sfrecciano a fianco.
Questo nonostante poco più avanti vi sia una scuola, e una pista ciclabile (vera, delimitata da cordoli e isolata dal traffico) potrebbe davvero essere utile a genitori e figli che vanno o tornano dalle lezioni.
pcnews
12:25
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03/11/2008
La pensilina bombardata
Congo o Italia? Italia. Anzi provincia di Piacenza. Per la precisione comune di Rottofreno, dove non è in corso una sanguinosa guerra civile, eppure questa pensilina alla fermata dei trasporti pubblici sembra essere stata bombardata.
Giace a terra ormai da tempo, circondata da rifiuti di vario tipo, tra San Nicolò e Rottofreno, proprio ai lati dell'ex strada statale che porta a Castelsangiovanni.
Vedete un po' voi che impressione può fare alle migliaia di automobilisti che ogni giorno le passano accanto.
pcnews
00:40
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31/10/2008
Povero Taibi, "il peggiore di sempre"
Povero Massimo Taibi: l'ex (bravo) portiere del Piacenza calcio (ora numero 1 dell'Ascoli) è finito nel mirino degli esperti inglesi di football che lo hanno eletto peggior portiere di sempre. Tutta colpa di quattro partite giocate nove anni fa in Premiership con la maglia del Manchester United. L'autorevole Times ha infatti stilato una graduatoria dei "peggiori portieri" e lui, che era stato soprannominato il "Cieco di Venezia", è stato messo al primo posto, non dimenticando alcune "papere" fatte in quelle 4 partite.
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11:03
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27/10/2008
Annibale brinda con il vino e dichiara battaglia sul Trebbia
E' rosso ed è forte. E' uno dei "Vini di Annibale" figli dei vigneti di Donceto di Travo, in Valtrebbia a Piacenza.
L'idea è di Mirko Gazzola, viticoltore locale, che si è richiamato alla celebre battaglia che il cartaginese Annibale combattè contro le legioni romane guidate dal console Tiberio Sempronio Longo il 18 dicembre del 218 a.C. Battaglia che fu nella zona dove oggi si trova il paese di Tuna, frazione del Comune di Gazzola, e l'omonimia non forse del tutto casuale.
Ma non finisce qui: il fratello di Mirko è l'ex sindaco di Travo Annibale Gazzola e anche quest'omonimia non è sicuramente casuale. Annibale che in questi giorni ha iniziato la sua battaglia politica per ri-conquistare un pezzo di Valtrebbia. Per ri-diventare, cioè, sindaco del Comune di Travo, ri-sedendosi su quella poltrona dove è già stato dieci anni e che nell'ultimo quinquennio aveva dovuto cedere, per la legge che limita a due i mandati consecutivi, a Albino Cassinari.
Gazzola non è cartaginese, Cassinari non è romano, ma la battaglia sembra già annunciarsi pesante. Con o senza elefanti da mettere in campo.
p.c. marcoccia
00:30
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22/10/2008
Sindaco, perdoni quelle due sfrontate galline
Al sindaco di San Giorgio (Piacenza), Claudio Consiglieri, le galline non piacciono. Forse in brodo sì, ma certamente non quelle in plastica che qualcuno ha messo nottetempo, di nascosto, nel contestato cantiere per il rifacimento della piazza del paese. Consiglieri dice che "il dissenso si può manifestare in altri modi". E' vero. il dissenso si può manifestare in mille altre modi. Migliori, ma anche peggiori.
E allora, signor Sindaco, prenda questa manifestazione di dissenso con ironia. Fosse il mondo pieno di manifestazioni di dissenso fatte con ironia. D'altronde chi non voleva la demolizione della fontana, a parole e con scritti Le aveva già fatto pervenire le loro proteste.
Ora, signor Sindaco, sorrida un po' e non si arrabbi. E soprattutto non parli di denunce per "violazione di cantiere pubblico" per un paio di galline, per giunta silenziose perché di plastica. In fondo, Lei e il suo Comune avete ormai ottenuto ciò che volevate. A chi era contrario lasci almeno la possibilità di un po' di satira avicola. Per la serenità di tutto il paese.
pier carlo marcoccia
13:43
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20/10/2008
Con Buddha in Valnure per diventare bravi medici
Se sarà necessario bisognerà anche lavarsi un po' di meno per avere più tempo per meditare. E per diventare bravi medici.
Per una settimana, dal 15 al 21 maggio 2009 le colline di Piacenza ospiteranno un grande raduno nazionale buddista. L’appuntamento sarà a Pian dei Ciliegi di Montesanto, a Pontedellolio in Valnure, per iniziativa del “Buddha Bedurya center” di Milano.
L’occasione sarà un incontro di “pratica del Buddha della Medicina” per la purificazione del corpo e della mente. Una pratica ritenuta dalla filosofia buddista “fondamentale” per diventare appunto un buon medico e per aumentare la propria energia di guarigione durante questa vita. I partecipanti saranno infatti in gran parte medici, terapisti, pazienti e praticanti buddisti.
Nella tradizione medica tibetana, i medici hanno l’obbligo di eseguire la pratica del Buddha della Medicina nella vita giornaliera oppure di seguire lunghi ritiri del Buddha della Medicina per aumentare la loro consapevolezza e conoscenza. La pratica pacifica tutte le energie negative, i disordini karmici, gli ostacoli esterni, aumenta la mente positiva,l’armonia individuale, familiare e con l’ambiente.
A guidare il ritiro sarà il professor Pasang Y. Arya e non si tratterà di un gioco. Chi parteciperà, dovrà infatti fare le cose sul serio. Dalle 5 del mattino alle 9 di sera. A iniziare dalla recitazione di 100mila mantra.
Tutti i partecipanti dovranno inoltre praticare “il nobile silenzio e la non violenza e una corretta disciplina morale” e per una settimana potranno mangiare solo “cibo bianco” (nessuna carne, aglio, cipolla, pesce, uova, sostanze tossiche, alcool) perché in questo modo, secondo la tradizione buddista, si eliminano le energie negative, si sviluppa il potere curativo e si aumenta la consapevolezza.
E niente distrazioni, perché in primo piano ci dovrà essere l’impegno mentale. Quindi: saranno vietati: rapporti sessuali, bagni frequenti, tagliarsi i capelli, le unghie e i baffi, dormire durante le pratiche, sdraiarsi per terra, cambiare posto durante la meditazione, creare fisicamente disturbo agli altri. Ma anche: pettegolezzi, inutili critiche, litigi, falsità. E, ovviamente, tenere acceso il telefono cellulare.
Con lo spirito e i fatti sarà anche determinante mettersi al servizio di coloro che soffrono di malattia o che sono poveri; provare amore per tutti gli esseri; considerare le forme “inferiori “ di vita (come insetti) simili a noi nel desiderare la felicità ed evitare la sofferenza; sorridere; dire la verità; cercare il beneficio dei propri nemici; avere un comportamento compassionevole; essere generosi; desiderare il benessere altrui. I partecipanti dovranno insomma sforzarsi di “tagliare“ il pensiero negativo e focalizzarsi sul pensare positivo: il corpo, la voce e la mente dovranno essere “puliti”.
Sette giorni davvero faticosi. Ma chi dimostrerà la forza di superarli potrà davvero sperare di diventare un bravo medico o un buon operatore sanitario, oppure di essere una persona in grado di cercare dentro se stesso il modo migliore per vivere meglio.
pier carlo marcoccia
19:09
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16/10/2008
Zerba non si merita nemmeno un po' di spazio sulla cartina
Povero comune di Zerba, non si merita nemmeno lo spazio del suo (piccolo) territorio su una cartina della provincia di Piacenza! Eh sì, perché qualcuno (la Società agricola cooperativa Dolceterra con sede in via Colombo 35 a Piacenza) decide di stampare (con i simboli dell'Amministrazione provinciale e della Camera di commercio, che ha dato il contributo per la stampa) una "Cartoguida agli agriturismi e ristoranti tradizionali piacentini" e che fa? Pubblica una mappa della provincia di Piacenza "monca". tagliando cioè la parte occidentale della "foglia", la punta dove si trova il comune di Zerba.
E non si venga a dire che quell'angolino di provincia su quel foglio di carta non ci stava, visto che a est (ovvero dalla parte di Castelvetro) sulla carta c'è un bel po' di inutile bianco.
D'altronde, se per fare la descrizione della cucina piacentina, la società (piacentina) che ha realizzato la cartina ha dovuto copiare il testo dall'enciclopedia (mondiale) on line Wikipedia, qualche dubbio viene.
p.c. marcoccia
13:30
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15/10/2008
Ma nell’ufficio di Mr Trafik pensano prima di fare le cose?

Ma nell’ufficio di Mr Trafik pensano prima di fare le cose? Purtroppo con una frequenza non mancano esempi che fanno ritenere il contrario relativamente all’Ufficio traffico del Comune di Piacenza. Si guardi a via Roma dove, dopo i recenti lavori di asfaltatura, qualcuno si è fatto prendere dall’orgasmo delle righe bianche. Non solo con il risultato di “marchiare” tremendamente una delle più significative vie del centro storico trasformandola in una corsia di uno svincolo autostradale (e pensare che la via è nell’isola pedonale…). Ma anche con la “capacità” di disegnare una prima volta delle righe molto “pop art” anche lontano dai margini della via, per poi cancellarle e rifarle più “discrete” (ma sempre orrende). Come sul quaderno di un bambino di prima elementare.
Forse in ufficio sono abituati a scrivere solo con la matita. Rigorosamente a punta grigia. Rossa e blu sarebbe già troppo.
p.c. marcoccia
14:00
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13/10/2008
Claudio Santi, un'altra Sei giorni per il candidato sindaco
Si candiderà a sindaco di Castellarquato (Piacenza) alle elezioni comunali della prossima primavera. Ma non si fermerà qui: nel frattempo Claudio Santi, arquatese che già organizza la Sei giorni di Fiorenzuola e da anni è al vertice del ciclismo italiano, organizzerà la "Sei giorni" ciclistica di Cremona per febbraio 2009. La manifestazione sarà in un padiglione di Cremona Fiere messogli a disposizione dal Comune di Cremona.
Per organizzare l'appuntamento, Santi è già andato in Olanda per procurarsi tutto il necessario: una pista in legno di 200 metri composta da 144 pannelli, tribune e tutti i necessari accessori.
Il tutto in attesa di ufficializzare la sua candidatura a sindaco di Castellarquato. Dove, tanto, per abituarsi, qualche anno fa è già stato assessore. Ora però medita il grande passo. Da fare tra un colpo di pedale e l'altro. Portando, chissà, magari un'altra Sei giorni anche all'ombra del Palazzo del Podestà.
p.c. marcoccia
23:19
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08/10/2008
limitazioni al traffico, la precisione del Comune e di Tempi
L'importante è fare i divieti, poi quello che interessa ai cittadini va in secondo piano. Ecco che cosa, alla data di ottobre 2008, quando sono cioè entrate in vigore le norme 2008, era esposto dal Comune di Piacenza nella bacheca di Tempi accanto all'ingresso dell'ufficio permessi di transito (si veda la foto): tutte le informazioni utili per le eco-limitazioni al traffico a Piacenza relative al 2007. Quando si dice il Tempi...smo...
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08:40
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07/10/2008
Rivergaro, un po' di polvere per l'ambiente
Che cosa volete che sia un po' di polvere, se a beneficiarne è il panorama del Trebbia. Cioè, in altre parole: costruite pure le villette, ma, per l'amor del cielo, niente strade asfaltate.
Pare proprio essere questa l'ultima direttiva in materia ambientale arrivata dalla Regione a proposito del progetto di una nuova lottizzazione in programma a valle di Rivergaro, nella zona delle Rive di Sant'Agata. Via libera alle nuove case, insomma, ma con la prescrizione di realizzare le strade interne utilizzando esclusivamente ghiaietto prelevato dallo stesso Trebbia. Una pavimentazione "a chilometri zero", usando un termine oggi di moda nelle associazioni di coltivatori per promuovere la vendita sui luoghi di produzione dei prodotti alimentari locali (che arrivano cioè sui mercati da coltivazioni dietro l'angolo, appunto "a chilometri zero").
Come se vietare l'asfalto potesse salvaguare l'ambiente in una zona dove le case negli ultimi decenni sono spuntate come funghi dopo un temporale. Ma, possiamo esserne certi, basterà solo aspettare qualche anno e, poi, i nuovi residenti incominceranno a fare pressioni sul Comune per avere anch'essi l'asfalto. Asfalto che, con un po' di pazienza, prima o poi arriverà. Quasi sicuramente pagato anche con i soldi di tutti i residenti rivergaresi e non solo con quelli dei nuovi abitanti delle Rive di Sant'Agata.
Ma per qualche anno un po' di polvere avrà salvato l'ambiente della Valtrebbia.
p.c. marcoccia
15:28
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03/10/2008
Le ferie? Qualcuno se le è godute alla grande...
Ah, le ferie. Mare caldo, sole, mangiate con gli amici, avventure indimenticabili. Perché, si sa, si vive una volta sola.... E importante è anche riuscire a farle belle lunghe, le ferie, per rilassarsi il più possibile. Come nel caso di questi commercianti piacentini (vedi foto) che se le sono fatte alla grande: dal 29 al 30 settembre (neanche entrambi inclusi).
Perché, al diavolo il lavoro, l'importante è godersela. Il più possibile....
p.c. marcoccia
11:16
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28/09/2008
Un fantasma si aggira alla Cantore
Un fantasma si aggira nei locali abbandonati della ex caserma Cantore, sullo Stradone Farnese a Piacenza. Cammina recitando orazioni nei lunghi corridoi, dove fino a una ventina di anni fa dormivano i militari di leva e dove oggi ci sono solo polvere, calcinacci e guano di piccioni. E' il fantasma di un monaco del Convento di Sant'Agostino che lì c'era ben prima della caserma e degli oltraggi fatti dai militari allo storico edificio. Un fantasma ricomparso per miracolo in questi giorni, durante l'apertura della caserma-convento per le visite al pubblico in occasione delle Giornate europee del patrimonio. Perché anche i fantasmi, se vogliono, hanno tanta fantasia. E un'idea così merita sinceri complimenti.
p.c. marcoccia
15:06
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15/09/2008
Scuola e insegnanti. Con quella "i" meritano ancora più rispetto
Potrebbe sembrare una cosa di poco conto. Ma è un particolare che fa riflettere, in positivo.
Ore 8 di stamattina, giovedì 15 settembre, primo giorno di scuola. Alcuni rappresentanti sindacali degli insegnanti (Flc Cgil e Cisl scuola - manca la Uil..) distribuiscono un volantino ai genitori che accompagnano i loro figli nelle scuole elementari di Piacenza. Un volantino che è una "lettera aperta a genitori e cittadini" per manifestare "pesanti preoccupazioni" per alcuni dei cambiamenti al sistema scolastico annunciati dal ministro Mariastella Gelmini, in particolare per quanto riguarda il progetto di un "maestro unico" alle elementari.
Ebbene, nel volantino, che contiene una serie di argomentate motivazioni e che si intitola "Impegniamoci ora per non rinunciare al futuro dei nostri bambini", a fare la differenza è proprio un piccolo particolare: quella "i" messa in quell'imperativo esortativo "impegniamoci". Anche se in apparenza sembra contraddire la regola secondo la quale il gruppo consonantico “gn” non vuole la “i”, in questo caso la “i” è infatti obbligatoria in quanto parte integrante della desinenza “-iamo”.
Il particolare non è appunto di poco conto: quella giusta "i" in quel verbo (come accade peraltro per un numero sempre maggiore di regole della grammatica italiana) oggi è sempre più rara. Ma su quel volantino scritto dai rappresentanti degli insegnanti dei nostri figli quella "i" c'è. E per questo chi l'ha scritto merita ancora più rispetto.
pier carlo marcoccia
09:01
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14/09/2008
Una copertina per i due "fratelli" della celebrità
Ancora ampi servizi giornalistici per Isabella Ferrari e Filippo Inzaghi che, come due "fratelli" piacentini della celebrità, conquistano insieme la copertina e ampi spazi di uno stesso numero di Sport week, il supplemento del sabato della Gazzetta dello sport (anno 9, n. 34, del 13 settembre 2008 - si veda anche l'album "Piacenza on the air di pcnews...).
Isabella ferrari Fogliazza (titolo: Ferrari da corsa) parla a Cristiana Allievi del suo ultimo film e di "running e dieta per smaltire gli 8 chili" presi per girarlo; Filippo Pippo (titolo: L'altra Europa del re) parla invece con G.B. Olivero della sua prossima stagione di calcio europeo senza la Champions league (la sua squadra, il Milan, attualmente ultima in classifica con 0 punti, non si è infatti classificata per la Champions 2008-2009).
pcnews
16:50
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10/09/2008
Lucio Rossi: E' la conquista del paradiso
"Oggi è iniziata la conquista del paradiso". Con queste parole, stamattina alle 10.20, appena terminata con successo la prima fase dell'esperimento con l' LHC, il più grande acceleratore di particelle del mondo, Lucio Rossi, lo scienziato di Podenzano (Piacenza) che lavora per il Cern di Ginevra, ha concluso la sua illustrazione in diretta su Rainews24 dell'esperimento (nella foto).
A lui infatti la rete satellitare ha concesso l'onore di spiegare, con parole semplici, adatte a tutti, che cosa stava avvenendo con quel fascio di particelle messo in circolo lungo i 27 km della galleria del Large Hadron Collider, la macchina di tutti i record chiamata a produrre collisioni alle energie più alte mai raggiunte in laboratorio.
"L' LHC - ha detto con entusiasmo il ricercatore piacentino, che ha 56 anni - è stata la Stella polare, la stella guida per 20 anni della mia carriera". Nella progettazione e realizzazione dell' LHC, Rossi, come ha lui stesso spiegato, si è in particolare occupato "della spina dorsale" dell'enorme struttura, cioè delle centinaia di magneti che hanno appunto il compito di accelerare le particelle.
pier carlo marcoccia
10:25
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Pisarei e tortelli per il Madagascar e il Cile
Una cena per salvare i prodotti tipici del mondo. E' l'idea di Slowfood che giovedì 25 settembre coinvolgerà anche Piacenza con un appuntamento all’Osteria San Giovanni, in via San Giovanni 36 a Piacenza. La cena, con prodotti tipici dei presidi di SlowFood (tortino “dolce forte” di melanzane, zucchine alla menta, piccolo gazpacho, lasagnetta di castagne farcita con caprino, zucca e porcini su fonduta di zucca Bertina, bocconcini di agnello di Zeri, variazione sul caffè Huehuetenango del Guatemala), servirà per raccogliere fondi per permettere alle delegazioni delle comunità provenienti dal Cile e Madagascar di partecipare al meeting internazionale, in calendario dal 23 al 27 ottobre a Torino, meeting abbinato alla rassegna Terra Madre che si svolgerà in concomitanza con il Salone del Gusto.
L’incontro mondiale delle comunità del cibo riunisce in quei giorni contadini, cuochi, docenti e giovani di tutto il mondo impegnati a realizzare le condizioni per un cibo buono, pulito e giusto, per discutere il presente e il futuro dell’agricoltura, della pastorizia, della pesca, della trasformazione, dei mercati, della gastronomia, della ricerca scientifica, della cucina.
All'appuntamento gastronomico-culturale dell'Osteria San Giovanni potranno partecipare tutti, basterà pagare la quota di 40 euro, cifra con la quale si sosterrà appunto la partecipazione di Cile e Madagascar a Terra madre. Info: Trattoria San Giovanni (0523321029), Vittorio Barbieri (3332926405), Giovanni Pendenti (3933322513), libreria Fahrenheit 451 (0523335725), info@slowfoodpc.org.
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00:20
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09/09/2008
Il pedibus? La Vittorino non lo merita?
Tutti a scuola con il Pedibus. O quasi. A piedi e non a "pedibus" rimangono infatti gli alunni della scuola elementare Vittorino da Feltre, in via Manfredi a Piacenza. Per qest'anno, infatti niente iniziativa, nonostante le richieste compilate alla fine dello scorso anno da un buon numero di genitori e la richiesta al Comune di Piacenza fatta dalla stessa scuola. Pare infatti che il Comune non abbia dato risposte e così, nell'anno scolastico 2008-2009, ancora tutto come prima e tutti in automobile con i genitori.
A iniziare il progetto Pedibus a Piacenza era stata, nell'autunno 2005, la scuola elementare “Renzo Pezzani” con 3 "linee" e 50 bambini partecipanti. L'anno successivo anche la scuola elementare “Caduti sul Lavoro” aveva avviato l'iniziativa con altre 3 "linee" e circa 45 bambini. Lo scorso anno, infine, si sono aggiunte le scuole “Alberoni” e “Mazzini”, con 6 nuove "linee" e 60 bambini. Altri Pedibus sono poi attivi in provincia, a Agazzano, Castelsangiovanni, Carpaneto, Cortemaggiore, Monticelli e San Nicolò.
pcnews
09:27
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08/09/2008
Nel Nure un serpente mangia-pesci
Con calma, centimetro per centimetro, una grossa bisca d'acqua piacentina si mangia un altrettanto grosso pesce, piacentino pure lui. La scena, abbastanza normale in natura, non è però facile a vedersi. Ora, invece, è possibile guardarsela su YouTube, dove è stato inserito un video filmato sul greto del torrente Nure a Bosco Nure. Un bel documento dal titolo "Serpente si mangia bargo" realizzato dal videomaker 25enne Mario Ascierto (mario.ascierto@fastwebnet.it).
Per gli appassionati della natura e dll'ambiente piacentino si segnala inoltre il video "Piacenza, collina e montagna" aggiunto sempre su YouTube solo due giorni fa dal Museo di Storia naturale di Piacenza e dal Comune di Piacenza.
pcnews
01:31
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27/08/2008
Prime adesioni per la convention dei figli del Boom
Prime adesioni (per ora si contano sulle dita di una mano, ma c'è speranza che diventino molte di più) all'idea di organizzare una mega-convention per celebare nel 2010 il compleanno dei piacentini primi figli del Boom degli anni Sessanta, cioè i cinquantenni nati nel 1960 (si veda il post qui sotto).
Per informazioni, proposte, contatti ed eventuali adesioni si può utilizzare l'e-mail pcm212@gmail.com del sito pcnews piacenza news.
Restiamo in attesa di sviluppi.
pcnews
19:26
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25/08/2008
Una convention "americana" per i primi figli piacentini del Boom
Nel 2010 circa mille piacentini, nati o residenti a Piacenza, compiranno 50 anni. Un compleanno particolare non solo per la cifra tonda del mezzo secolo, ma soprattutto perché a tagliare il traguardo saranno i nati nel 1960, cioè i primi figli dei magnifici anni Sessanta, di quel Boom che cambiò il nostro modo di vivere.
E, allora, perché non ritrovarci tutti per una grande convention come quelle che, in occasioni così, si organizzano negli Stati Uniti? La data giusta potrebbe essere quella del 10 ottobre 2010, cioè il 10-10-10, un giorno non casuale, per rendere tutto ancora più solenne.
Se la proposta vi sembra interessante, allora ragionamoci su. Chiediamo l’aiuto di tutti i siti e di tutti i blogger piacentini. Dateci una mano a far conoscere il progetto. E se conoscete qualcuno nato nel 1960, per favore, fateglielo sapere.
Aiutateci a far girare la voce: abbiamo più di due anni di tempo per fare le cose davvero per bene. Pcnews - Piacenza News si offre di raccogliere commenti, proposte e adesioni dei futuri cinquantenni. E, se ci sarà interesse, formeremo un comitato organizzatore per curare ogni dettaglio di questo evento che penseremo alla grande. Grazie.
pier carlo marcoccia
06:58
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19/08/2008
I libri scolastici arriveranno a casa da soli
Ci sarà qualcuno, il prossimo anno, che per studiare non avrà nemmeno fatto la fatica di andarsi a prendere i libri. Perché, glieli avrà portati a casa il postino.
A Piacenza, infatti, cè un ufficio postale che vende i libri di testo delle scuole secondarie di primo e secondo grado e, visto che in Posta ancora si ricordano di quello che dovrebbe essere il loro principale lavoro, ci sarà qualche portalettere che li recapiterà a casa, Senza spese aggiuntive, pagandoli in contrassegno e anche con un buono sconto allegato per fare altri acquisti.
L'opportunità sarà solo fino al prossimo 6 settembre nell'ufficio postale di via Trivioli (quello alla Galleana). Con tanta cmodità, ma anche con la speranza che, visto come vanno di solito le cose alle Poste italiane, i libri arrivino in tempo per l'inizio dell'anno scolastico. Quello 2008-2009.
p.c. marcoccia
06:18
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10/08/2008
"Un giorno perfetto" per debuttare su internet
Anche il cinema oggi incomincia a privilegiare internet, più della televisione, più della carta stampata. Perché un attento "lettore" di internet vale almeno 100 distratti telespettatori o lettori di giornali.
In questa svolta mediatica c'è anche una protagonista piacentina. E' Isabella Ferrari (al secolo Isabella Fogliazza, 44 anni), protagonista con valerio Mastandrea, Monica Guerritore, Angela Finocchiaro e Stefania sandrelli del film "Un giorno perfetto", di Ferzan Ozpetek (si veda anche nella sezione "Piacenza on the air" tra gli album fotografici di pcnews). Un film che racconta le 24 ore precedenti una tragedia familiare, una feroce storia d'amore che divide e unisce una coppia separata con due bambini.
Il trailer della pellicola, presentata in concorso alla Mostra di Venezia e tratta dal romanzo omonimo di Melania Mazzucco, è dall'altro giorno infatti in esclusiva su YouTube. Sulle note di Nah Neh Na, il successo anni'90 della band belga Vaya con Dios, scorrono i 30 secondi di immagini introdotte dalla voce fuori campo di Mastandrea.
Una svolta importante, anche perché mirata verso il pubblico che forse più è interessato da un film come questo. Una svolta importante anche perché ha avuto il coraggio di superare i soliti schemi. Merito quindi al produttore Fandango e al distributore 01 Distribution.
p.c. marcoccia
14:43
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04/08/2008
"Un camping per l'emergenza-immigrati sul mio terreno a Castell'arquato"
Su quel terreno di sua proprietà a Vigolo Marchese di Castellarquato (Piacenza) a lungo ha pensato (e provato) a realizzare una "casa dell'amore", cioè un'area dove fidanzati e amanti potessero appartarsi in tutta serenità. Ora, invece, Paolo Lino Fiamberti, estroso inventore originario di Canneto Pavese, in provincia di Pavia (sua è, tra l'altro, l'idea della bara parlante), ha un altro progetto: dare ospitalità agli immigrati.
In accordo con sua figlia Elisabetta ha infatti pensato di "offrire gratuitamente - dice - per 10 anni il terreno di 4mila metri quadrati a Vigolo Marchese, adiacente la strada provinciale Piacenza-Castellarquato, per un camping provvisorio per l'emergenza extracomunitari da tutto il mondo".
"Lì - aggiunge - potremo imparare il racconto di vita di ogni "scampato", utilizzando un "oratorio costituzionale".
Un'idea nobile, ma che si annuncia di difficile attuazione. Avrebbero dovuto insegnarglielo già le difficoltà incontrate con il progetto del parco dell'amore. Ma, siatene certi, lui non si arrenderà: altrimenti che inventore "pazzo" sarebbe?
p.c. marcoccia
13:04
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02/08/2008
Brava Candida, ma ti ricordi di Piacenza?
Da un paio di mesi, Candida Morvillo, giornalista sorrentina di 34 anni, è il nuovo direttore del noto settimanale Novella 2000. La Morvillo è nata a Sorrento il 5 marzo 1974, ma nel suo passato c'è anche uno spicchio di Piacenza. Il suo primo incarico giornalistico, quando ancora era una giovane "borsista" neolaureata, fu infatti al quotidiano Libertà di Piacenza. Per circa tre mesi nel periodo estivo, ormai più di 10 anni fa, lavorò nella "redazione provincia" del giornale.
E, dopo le cronache di Rivergaro, Travo, Podenzano o Vernasca, il debutto nel mondo del "gossip". Per la verità ha lavorato anche al Mattino di Napoli, ma la sua vocazione è esplosa con le collaborazioni a Vanity Fair. Tra le altre cose è stata condirettore del settimanale Visto, ha pubblicato per Rizzoli il saggio "La Repubblica delle veline, vita vezzi e vizi delle ragazze della tivvù dagli anni Cinquanta", ha vinto il premio Ischia Internazionale di Giornalismo Angelo Rizzoli come miglior giornalista under 35 per la carta stampata e le agenzie, è stata nel cast del programma di Italia 1 Cronache Marziane. Ed è sua la famosa intervista di coming out di Alessandro Cecchi Paone.
Ma qualcuno che ai tempi lavorava per la redazione provincia di Libertà si ricorda ancora il suo abbondante e prosperoso fisico di giovane bellezza campana. E, con l'orgoglio di aver conosciuto questa giovane e bella direttrice, ne parla ancora oggi...
p.c. marcoccia
11:09
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01/08/2008
Barriera Roma come una periferia di paese
Adesso è sicuramente meglio di prima. Barriera Roma a Piacenza si presenta in modo più dignitoso: al posto di vecchi e sporchi teloni da cantiere c'è una cancellata decente e al posto di un (quasi perenne) cantiere c'è un nuovo palazzo.
Ma una storica porta d'accesso a Piacenza, come è Barriera Roma, meritava qualcosa di più di un banale palazzotto che potrebbe invece andare bene in uno dei nuovi quartieri periferici di Fiorenzuola o San Nicolò o di qualsiasi altro paese della provincia di Piacenza. Sarà l'architettura "moderna", ma chissà perché queste cose si vedono solo a Piacenza. Nessuno in Comune, prima della realizzazione dell'edificio, aveva controllato che cosa sarebbe stato costruito in una zona storica?
Anche se, visto quanto lì vicino era stato fatto prima (vedi il "sarcofago" di Borgo Faxhall, dove si è dato il permesso di costruire senza nemmeno far realizzare i marciapiedi per i pedoni lungo una tra le strade più pericolose di tutta Piacenza....) stavolta noi piacentini potremmo addirittura considerarci soddisfatti.
p.c. marcoccia
11:04
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31/07/2008
addio fontana, cancellata senza nulla sentire (neanche con il cuore)
Addio vecchia fontana, alla fine ha prevalso il sordo accanimento del Comune è sei stata abbattuta. In piena notte come un blitz americano a Baghdad. Senza nulla sentire, a quanto pare, nemmeno con il cuore.
E, accortisi della "cappella" sul loro sito, da stamattina, quelli del Comune hanno spazzato via la tua immagine dominata dall'azzurro e dal verde. Spazzata via dalla testata del sito ufficiale del tuo comune (qui a fianco il nuovo banner...) dove fino a poche ore fa era mostrata con orgoglio come uno dei simboli di San Giorgio.
Una fotografia gettata via come si fa con la foto sul comodino di una moglie (o di un marito) che ci ha tradito senza pietà e senza rispetto. Ma tu chi hai tradito rimanendo ferma lì in piazza per mezzo secolo?
p.c. marcoccia
14:40
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30/07/2008
La fontana di San Giorgio? Anche per il Comune è un simbolo del paese

Sinceramente non capisco tutto questo accanimento contro la fontana. Il Comune di San Giorgio non sembra finora aver voluto sentire ragioni: la fontana che da mezzo secolo ha caretterizzato la piazza del paese deve essere abbattuta. Anche se molti sangiorgini non sono d'accordo.
Il progetto per la nuova piazza è ambizioso e prevede spazi multifunzione per spettacoli e varie manifestazioni e il discusso monumento "idrico" dovrebbe essere sostituito da giochi d'acqua (si veda al foto qui a lato). Almeno sulla carta, quindi, la nuova piazza appare interessante e bella ma, visto come sono andate le cose, ora si potrebbe (ri)pensare di lasciare un posto per mantenere questa fontana che, se ripulita, sarebbe ancora piacevole a vedersi.
Ma, niente da fare, il Comune insiste e ha fatto partire i bulldozer, fermati (per ora) solo dalla protesta di alcuni residenti che si sono letteralmente messi tra le ruspe e la fontana. Al sindaco e alla Giunta, insomma, quel vecchio scivolo per l'acqua proprio non piace.
Ma, allora, perché la sua fotografia a colori continua a campeggiare nella testata del sito ufficiale del Comune di San Giorgio (http://www.comune.sangiorgiopiacentino.pc.it/ e si veda il banner qui in alto a sinistra), mostrata con orgoglio insieme ad altre bellezze del paese come il castello, la chiesa e la rocca. Forse qualcuno in municipio non ha ancora le idee ben chiare. Tanto che, forse, la vecchia e vituperata fontana simbolo della piazza, forse potrebbe essere ancora utile per qualche "lavata di capo" al responsabile del sito. O perlomeno per "candeggiare" i propositi del Comune.
p.c. marcoccia
15:20
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29/07/2008
Treni e gente comune. Ecco come essere "propedeutici all'affinamento di proposte"
Vorreste avere informazioni "propedeutiche all'affinamento delle proposte di orario a lungo termine sulla rete ferroviaria regionale" oppure su "posizionamento strategico, scenari evolutivi delle piattaforme logistiche e linee d'azione per il sostegno e la promozione del trasporto merci su ferrovia nella Regione Emilia-Romagna"?.
Ebbene, allora non vi resta che attendere i risultati di due studi commissionati da un settore della nostra Regione, due studi ai quali, ovviamente, partecipa anche la provincia di Piacenza, utilizzando soldi derivanti dai "risarcimenti territoriali" per la linea ferroviaria ad Alta velocità.
In poche parole, o meglio con parole più semplici (ma si sa, tra i politici, i paroloni solitamente "nobilitano" anche l'aria fritta...) , si tratta di fare ricerche su quali siano gli orari migliori da adottare in futuro per i treni (anche se il passo sarà lungo, visto che si parla di "studio propedeutico all'affinamento delle proposte"...) e come meglio combinare le strutture logistiche con il trasporto merci su rotaia.
Speriamo bene e che, oltre ad altre pagine e pagine di parolone, ne esca qualcosa di davvero utile alla vita quotidiana della gente. Anche perché questi due studi costeranno ben 430mila euro. Euro, si sottolinea, di nostri soldi. Euro di noi cittadini, che ogni giorno facciamo i conti con la spesa e con le bollette.
p.c.marcoccia
14:20
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28/07/2008
Invitiamo a Piacenza il piacentino Cincotti
Il jazzista di origini piacentine Peter Cincotti è tornato, proprio in questi giorni, in Italia. A Palermo, dopo aver suonato in molte altre città, tra cui Parma. Intervistato da me per Libertà, due anni or sono, e successivamente in occasione dell'uscita del suo nuovo album, East of Angel, Cincotti esprimeva il desiderio di visitare la città di origine della sua famiglia, Piacenza appunto. "Piacenza è la città che spero prima o poi di visitare perché da lì proveniva mia nonna e per me significherebbe molto". La cosa incredibile è che Peter Cincotti ha ricordato le sue origini piacentine, e dichiarato di voler venire a Piacenza, in numerose altre occasioni. Tra queste, un'intervista radiofonica nazionale, una al Corsera ed una al Tg1.
Oltre ad allegare una minimale biografia di Cincotti, che mi sembra esemplare, viene spontaneo chiedermi: perché non invitarlo a Piacenza, organizzargli un concerto e, magari, offrirgli la cittadinanza ordinaria? Sarà che, in questi giorni, alcuni suggeriscono una cittadinanza onoraria al maestro Riccardo Muti, presenza certamente illustre, che tuttavia non vanta origini piacentine e, forse in conseguenza di ciò, non cita Piacenza nelle sue interviste nazionali ed estere. In ogni caso, nulla vieta di prendere in considerazione sia Muti sia Cincotti. Lancio dunque un appello al sindaco Roberto Reggi, che spero abbia letto i miei articoli su Libertà. Nel caso, mi offro di fargli avere gli album di Cincotti e di fare da tramite, qualora si decidesse di esaudire il suo desiderio.
Nato l’11 luglio 1983 a New York, Peter Cincotti a tre anni comincia a strimpellare i tasti di un pianoforte giocattolo. Il pianista, cantante e compositore, è stato definito dal New York Times agli esordi della sua carriera un prodigioso talento, ed è ormai tra i nuovi artisti più acclamati della scena pop-jazz mondiale. A tre anni suona un pianoforte giocattolo, a nove compone e arrangia su un pianoforte vero, a quindici comincia a cantare, attirando l’attenzione di Harry Connick Jr e del leggendario Phil Ramone, produttore di Barbra Streisand e Stevie Wonder. Al festival jazz di Montreux nel 2000 vince il primo premio per la sua riedizione di A Night in Tunisia di Dizzy Gillespie e nel 2001 è l’artista più giovane invitato a esibirsi nella mitica Oak Room dell'Hotel Algonquin di New York. All'uscita del suo primo cd omonimo, a soli diciannove anni, arriva il successo su vasta scala. Segue nel 2004 la pubblicazione del secondo album On the moon ed un tour mondiale con concerti sold out negli Stati Uniti, in Europa e in Asia dove si esibisce a Shanghai, Tokyo e Hong Kong. L’instancabile artista inizia contemporaneamente la carriera di attore cinematografico (recita insieme a Kevin Spacey nel film Beyond the sea) e viene scelto dallo stilista Ermenegildo Zegna come testimonial della collezione 2005-06. Il suo ultimo album, East of Angel (Warner) conferma il suo talento consacrandolo nell'Olimpo della musica internazionale.
Scusate se è poco...
Eleonora Bagarotti
15:11
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25/07/2008
La carne di nutria si mangia (e sarebbe pure buona)
Altro che catture con le gabbie e poi soppressione con una mini-camera a gas. Altro che trappole, altro che semplici fucilate: potrebbe esistere un sistema molto più efficace per ridurre la presenza delle nutrie lungo i nostri corsi d'acqua del Piacentino. Le nutrie, infatti, si possono mangiare. E quando una cosa "selvatica" è buona da mangiare, come per miracolo diventa sempre più rara da incontrarsi.
La guerra alla nutrie in questi ultimi anni è diventata sempre più pressante: provocano danni alle colture, minano la stabilità degli argini, si moltiplicano a dismisura.
E allora facciamoci coraggio, iniziamo a mangiarle. In fondo è così che l'uomo ha sempre dimostrato la sua supremazia sulla altre specie animali. Senza contare che qualcuno di noi, se andato in giro oltre i confini italiani, la carne delle nutrie potrebbe anche averla già mangiata senza saperlo.
Morbida e saporita se ben cucinata, la carne di nutria non ha un sapore marcatamente particolare ma ricorda un po' quello della carne di tacchino o di coniglio, altro roditore per la verità non proprio simile. Tant'è che in molte località del Nord e del Sud America le nutrie finiscono normalmente in cucina, anche in quelle dei ristoranti, dove vengono servite con il nome di "swamp rabbit", cioè "coniglio di palude", anche se, in realtà, il vero coniglio di palude è un coniglio normale con la codotta pelosa e le lunghe orecchie regolamentari... Anche se il vero nome sarebbe "Swamp rat", cioè "ratto di palude", quindi molto meno invitante...
In Argentina, ad esempio, la nutria è un piatto abituale anche nelle case. Anche a Piacenza alcuni argentini venuti in visita a parenti (cacciatori) piacentini hanno più di una volta dato sfoggio delle loro conoscenze culinarie in materia...
Ma anche in alcune località dell'Europa dell'Est e, soprattutto, negli Stati Uniti. Senza tanti giri di parole, in Lousiana e zone vicine, dove pure l'invasione delle nutrie è pressante, non è poi così difficile trovare nei menu il "Nutria chili" (a seguire c'è pure la ricetta ufficiale presa dal sito del "The Louisiana Department of Wildlife and Fisheries" che ha tutto l'interesse a ridurre il numero delle nutrie circolanti...) o la "nutria smoked" (affumicata). E ancora: "Crock-pot nutria", "nutria sausage", "Stuffed nutria hindquarters" e "Enola's smothered nutria".
Infine, con la loro pelle vengono fabbricate pellicce e altri capi che - assicurano a New Orleans - sono molto richiesti in Europa.
p.c. marcoccia
Ecco la ricetta del "Nutria Chili" (fonte www.nutria.com, dove c'è tutta la serie di ricette)
Recipe by: Chef Enola Prudhomme
3 tablespoons vegetable oil
2 pounds nutria ground meat
1 tablespoon + 1 teaspoon salt
1 teaspoon red pepper
1 tablespoon + 1 teaspoon chili powder
1 cup diced onion
1 cup diced green bell pepper
1 cup diced red bell pepper
1 cup tomato paste
4 cups beef stock (or water)
1 can red kidney beans (opt.)
In a heavy 5-quart pot on high heat, add oil and heat until very hot. Add nutria meat, and cook and stir 10 minutes. Add salt, red pepper, chili powder, onion and both bell peppers. Cook and stir 15 minutes. Add tomato paste and 4 cups stock. Cook 30 minutes; reduce heat to medium. Add red kidney beans; cook an additional 10 minutes. Serve hot!
15:40
Scritto da : pcnews
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